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Arriva la tanto attesa proroga dell’obbligo di comunicazione al Registro delle imprese dell’indirizzo PEC degli amministratori delle società costituite prima del 2025. Il termine, inizialmente fissato al 30 giugno, sarà posticipato al 31 dicembre 2025, come anticipato dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio, a seguito di un’interlocuzione diretta con il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT).

La decisione giunge in risposta al clima di forte incertezza normativa che ha caratterizzato le ultime settimane. Mentre il MIMIT ha chiarito con una nota ufficiale che l’obbligo riguarda tutte le imprese già attive prima del 2025, e include amministratori e liquidatori, Unioncamere ha proposto una lettura molto più restrittiva, limitando l’obbligo alle sole nuove nomine o rinnovi e escludendo l’applicazione di sanzioni amministrative in caso di inadempimento.

Questa doppia interpretazione ha determinato un cortocircuito operativo per migliaia di società italiane, incerte sul da farsi a pochi giorni dalla scadenza originaria. Secondo il MIMIT, infatti, la mancata comunicazione della PEC personale per ciascun amministratore è soggetta a sanzione amministrativa da 103 a 1.032 euro per ciascuna violazione, ai sensi dell’art. 2630 del Codice civile. La sanzione si riduce a un terzo se l’adempimento è eseguito entro 30 giorni dalla scadenza.

Il chiarimento definitivo è atteso nelle prossime ore, con una circolare del MIMIT che dovrebbe formalizzare lo spostamento della scadenza al 31 dicembre 2025 e definire con maggiore precisione l’ambito di applicazione dell’obbligo.

La proroga, accolta con favore dalla categoria professionale dei commercialisti, è stata richiesta per permettere alle imprese di conformarsi correttamente a un adempimento delicato e tecnicamente complesso, anche alla luce delle interpretazioni contrastanti degli ultimi giorni. De Nuccio ha espresso soddisfazione per l’apertura del Governo e ha ringraziato il Ministro Adolfo Urso e il Sottosegretario Massimo Bitonci per la disponibilità e il dialogo: “Si tratta di un adempimento sul quale è opportuno avere maggiori chiarimenti e indicazioni univoche. Anche per questo la proroga a fine anno è utile e ragionevole“.

Con il rinvio della scadenza, imprese, professionisti e camere di commercio avranno più tempo per adeguarsi e per attendere indicazioni definitive e univoche, fondamentali per scongiurare ulteriori dubbi applicativi e per assicurare il rispetto delle norme in maniera coerente con gli orientamenti ministeriali.


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