Confapi Mimit

Nel Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la logistica e il trasporto merci tornano al centro della strategia industriale nazionale. Il convegno organizzato da Confapi e Fiap, dedicato al “Libro Bianco Made in Italy 2030: Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale”, ha riunito imprese, accademici e istituzioni attorno a un messaggio chiaro: senza una logistica moderna, efficiente e integrata, il sistema produttivo italiano non può competere nelle nuove sfide industriali e geopolitiche.

La presenza del ministro Adolfo Urso ha confermato la centralità del tema. Il titolare del Mimit ha definito la logistica “uno snodo strategico per l’intero sistema industriale”, ricordando come la posizione geografica dell’Italia la renda una naturale piattaforma marittima, aeroportuale ed energetica nel Mediterraneo. Una condizione che, se adeguatamente valorizzata, può rafforzare la manifattura, attrarre investimenti e consolidare il ruolo del Paese nelle catene globali del valore.

Il convegno ha segnato anche un passaggio storico: Fiap entra ufficialmente in Confapi, dando vita a una collaborazione strategica che unisce manifattura e trasporto merci in un’unica rappresentanza. Con circa 2.000 imprese associate e oltre 80.000 addetti, Fiap porta Confapi a rappresentare 118.000 Pmi per un totale di 1,3 milioni di lavoratori. Una massa critica che rafforza la voce delle imprese italiane in un momento di trasformazione profonda dei modelli produttivi e distributivi.

Il presidente di Confapi, Cristian Camisa, ha sottolineato che “manifattura e logistica sono componenti inscindibili della competitività del Made in Italy”, mentre il presidente di Fiap, Roberto Scarpa, ha evidenziato come la scelta di un percorso comune nasca dalla volontà di “preservare e valorizzare la forza delle imprese italiane”. Il direttore sviluppo e territori di Confapi, Andrea Paparo, ha aggiunto che l’unione delle due realtà avrà effetti positivi anche sui mercati internazionali.

Il quadro delineato dagli esperti presenti conferma la necessità di un salto di qualità. Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente della SDA Bocconi, ha ricordato che la logistica non è più “mero trasporto, ma infrastruttura critica e strategica”, capace di presidiare catene del valore sotto stress e di generare grandi quantità di dati reali. Damiano Frosi, direttore degli Osservatori Contract Logistics del Politecnico di Milano, ha evidenziato un dato significativo: per il 95% delle imprese la logistica è ormai una funzione strategica, ma permane un forte divario nella digitalizzazione tra grandi aziende e Pmi. Solo il 10% delle Pmi ha adottato un Transportation Management System, contro il 37% delle grandi imprese.

Il Libro Bianco Made in Italy 2030, curato da Paolo Quercia, responsabile dell’Ufficio studi del Mimit, offre la cornice di riforme che il governo sta portando avanti: politiche industriali, energetiche, fiscali, concorrenza, transizione tecnologica e sostegno alla ricerca. Una visione che punta a costruire un ecosistema industriale di filiera, dove commercio, distribuzione e vendita sono parte integrante della competitività nazionale.

Il convegno di Roma segna dunque un passaggio politico e industriale rilevante: la logistica non è più un settore ancillare, ma una leva strategica per la crescita delle Pmi e per la capacità dell’Italia di affrontare le sfide globali. L’ingresso di Fiap in Confapi rafforza questa prospettiva, creando un fronte comune che unisce imprese, territori e filiere produttive in una strategia condivisa per il futuro del Made in Italy.


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