Stefania Multari Confapi audizione commissione

Confapi ha partecipato alle audizioni della Commissione Politiche UE e della Commissione Industria del Senato, rappresentata dalla direttrice degli Affari legislativi e istituzionali Stefania Multari, per esprimere la posizione della Confederazione su due dossier centrali dell’agenda industriale europea: l’Industrial Accelerator Act e il 28° Regime – EU Inc..

Nel suo intervento, Multari ha accolto positivamente l’impianto dell’Industrial Accelerator Act, definendolo «un’iniziativa che rimette la manifattura al centro della strategia geopolitica dell’Unione» e che punta a riportare il settore ad almeno il 20% del PIL europeo entro il 2035, rispetto al 14,3% registrato nel 2024. Tuttavia, ha chiarito che l’efficacia del provvedimento dipenderà dalla capacità di tradurre gli obiettivi macroeconomici in strumenti realmente utilizzabili dalle imprese. «Se l’Industrial Accelerator Act non funziona per le PMI manifatturiere, semplicemente non funziona per l’Europa», ha affermato.

Confapi ha ricordato che autonomia strategica, riduzione delle dipendenze dai mercati terzi e rafforzamento del mercato unico restano condizioni necessarie, ma non sufficienti, senza un intervento strutturale sul costo dell’energia e sulla competitività delle filiere, considerate veri ecosistemi industriali integrati. Multari ha evidenziato anche due criticità: una dotazione finanziaria insufficiente e un eccessivo ricorso agli atti delegati, che genera incertezza normativa per le imprese chiamate a programmare investimenti di lungo periodo.

Da qui la proposta di Confapi di evitare la creazione di nuovi schemi di certificazione volontaria, valorizzando invece gli standard già esistenti, come Ecodesign/ESPR e Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR), da integrare nel Passaporto Digitale di Prodotto. Multari ha inoltre richiamato la necessità di disciplinare meglio le regole sul Made in EU negli appalti pubblici, criticando la previsione che attribuisce alla Commissione europea un potere unilaterale di revoca dello status di equivalenza per i prodotti provenienti da Paesi terzi firmatari di accordi internazionali, con il rischio di generare ulteriore incertezza.

Confapi ha proposto anche l’introduzione di una Clausola di Salvaguardia automatica che sospenda la preferenza Made in EU in caso di scarsità di materiali europei o se il prezzo medio supera del 20% quello dei mercati extra‑UE. Per il settore edile, Multari ha chiesto monitoraggi dei prezzi più frequenti rispetto a quelli semestrali previsti e meccanismi obbligatori di revisione dei prezzi in caso di aumenti superiori al 10%, per evitare blocchi dei cantieri.

Sul fronte del 28° Regime – EU Inc., Multari ha definito «un segnale molto positivo» l’estensione della misura a tutte le PMI, evitando discriminazioni tra imprese innovative e non. Il nuovo regime opzionale, ha spiegato, ha il potenziale per diventare «il nuovo pilastro del mercato unico», grazie a innovazioni come costi e tempi di ingresso ridotti, semplificazione amministrativa, principio “once‑only”, governance flessibile e strumenti per attrarre talenti.

Accanto agli aspetti positivi, Confapi ha però evidenziato alcuni limiti strutturali. Il primo riguarda la frammentazione normativa, poiché il regolamento armonizza il diritto societario ma lascia invariati i 27 sistemi nazionali di diritto del lavoro, previdenza e fiscalità. Il secondo è il requisito del legame effettivo tra Stato di registrazione e attività dell’impresa, che potrebbe limitare la flessibilità operativa. Il terzo riguarda la necessità di aggiornare i criteri di qualificazione dell’innovazione, per renderli più aderenti alla realtà delle PMI manifatturiere.

«L’EU Inc. deve nascere come un’infrastruttura giuridica solida, sicura e accessibile a tutto il sistema produttivo reale», ha concluso Multari. Solo integrando questi correttivi, ha aggiunto, sarà possibile difendere il patrimonio industriale europeo e rafforzare la competitività dell’Unione in un contesto globale sempre più complesso.


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