Nel 2025 il tessuto industriale italiano mostra segnali di graduale stabilizzazione, ma non ancora una vera inversione ciclica. Secondo il focus del Centro Studi di Confindustria, il numero di settori manifatturieri in crescita è salito a 9, rispetto ai 4 del 2024, un miglioramento che tuttavia non basta a parlare di ripartenza strutturale.
Il dato va letto in profondità: su 22 settori analizzati, solo 3 hanno registrato una crescita sia nel 2024 sia nel 2025, un numero giudicato insufficiente per sostenere una dinamica aggregata solida e diffusa. Ancora più significativo è il fatto che 12 comparti abbiano segnato cali in entrambi gli anni, segno di una fragilità che continua a caratterizzare ampie aree del manifatturiero.
Il 2025, spiegano gli economisti di viale dell’Astronomia, è stato contraddistinto da una fase iniziale di “fine caduta”, seguita da un “parziale e debole recupero”. Un percorso che ha interrotto la fase più acuta della contrazione, ma che non ha ancora prodotto una netta inversione di tendenza. In altri termini, il sistema industriale ha smesso di arretrare in modo marcato, ma non ha ancora imboccato una traiettoria espansiva convincente.
La fotografia settoriale conferma una ripresa disomogenea. Farmaceutica e metalli mostrano segnali positivi, sostenuti da dinamiche internazionali e da una domanda relativamente più resiliente. Al contrario, auto e moda restano in territorio negativo, riflettendo sia le difficoltà strutturali della filiera automotive, tra transizione tecnologica e rallentamento della domanda, sia la debolezza dei consumi che incide su comparti ad alta esposizione internazionale come il fashion.
Lo scenario delineato dal Centro Studi lascia però spazio a un cauto ottimismo per il 2026. Le previsioni indicano una moderata crescita, con ritorno al segno positivo dopo tre anni consecutivi di flessione. Non si tratterebbe di un rimbalzo vigoroso, ma di un parziale recupero dei livelli produttivi persi negli ultimi anni, condizionato dall’evoluzione della domanda interna, dal quadro internazionale e dalle politiche industriali.
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