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Il settore delle costruzioni torna a mostrare segnali di consolidamento a fine anno. A dicembre 2025 l’indice destagionalizzato della produzione registra un incremento dello 0,5% rispetto a novembre, invertendo la flessione rilevata nel mese precedente e riportando il comparto su un sentiero di crescita congiunturale.

Il dato si inserisce in un quadro più ampio che evidenzia una dinamica positiva anche su base trimestrale. Nella media del quarto trimestre 2025, infatti, la produzione nelle costruzioni segna un aumento dell’1,5% rispetto al trimestre precedente, confermando una fase di recupero che accompagna la chiusura dell’anno.

Ancora più rilevante appare il confronto su base annua. A dicembre l’indice grezzo cresce del 5,3% rispetto allo stesso mese del 2024, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario registra un incremento del 5,4%, a fronte di un numero di giorni lavorativi invariato rispetto all’anno precedente, pari a 20. Il dato suggerisce che la crescita non sia frutto di un effetto tecnico, ma rifletta una dinamica reale dell’attività produttiva.

Nel complesso, il 2025 si chiude con un bilancio positivo. Nella media dell’intero anno, l’indice grezzo aumenta del 3,9%, mentre quello corretto per gli effetti di calendario sale del 4,8%. Si tratta di un risultato significativo in un contesto macroeconomico caratterizzato da condizioni finanziarie ancora restrittive e da una progressiva normalizzazione degli incentivi pubblici che avevano sostenuto il settore negli anni precedenti.

L’andamento di dicembre assume quindi un valore simbolico: dopo la battuta d’arresto di novembre, la produzione torna a crescere, rafforzando il segnale di resilienza del comparto. Il quarto trimestre positivo consolida la traiettoria espansiva e contribuisce a definire un 2025 complessivamente favorevole per le costruzioni.

Resta ora da valutare la sostenibilità di questa dinamica nel 2026, in un quadro in cui il settore sarà chiamato a misurarsi con l’evoluzione dei tassi di interesse, l’attuazione dei progetti legati al PNRR e l’andamento della domanda privata. I dati di fine anno indicano però che la base di partenza è solida e che il comparto continua a rappresentare uno dei motori più dinamici dell’economia nazionale.


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