La presentazione del piano strategico “ZES 2.0” segna un passaggio di rilievo nella politica industriale italiana. Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Confindustria e con il Dipartimento per il Sud della Presidenza del Consiglio, mette a disposizione 60 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo della Zona Economica Speciale (ZES) su scala nazionale. Un intervento che punta a rafforzare la competitività del Mezzogiorno e a consolidare la sua centralità nella dinamica produttiva del Paese, in continuità con il percorso avviato grazie ai fondi del PNRR.

Il progetto mira a estendere i benefici della ZES all’intero territorio nazionale, valorizzando le connessioni tra Nord e Sud e promuovendo una nuova integrazione industriale. L’obiettivo è duplice: attrarre investimenti esteri e incentivare le imprese del Nord a localizzare attività produttive nel Mezzogiorno, sfruttando semplificazioni amministrative, incentivi fiscali e agevolazioni per l’occupazione giovanile e femminile.

Il piano si articola in quattro direttrici principali. La prima riguarda l’impegno finanziario: 60 miliardi dedicati a investimenti, infrastrutture e transizione energetica, con un focus sull’adeguamento logistico e sulla modernizzazione dei sistemi produttivi. La seconda punta a rafforzare l’internazionalizzazione delle PMI, sfruttando il network globale di Intesa Sanpaolo. La terza prevede un roadshow nazionale e internazionale per attrarre capitali e promuovere la ZES come piattaforma competitiva nel Mediterraneo. La quarta riguarda i servizi di advisory per operazioni di finanza straordinaria, dall’apertura del capitale alle operazioni di M&A, fino ai passaggi generazionali.

Per le imprese che investono nella ZES è disponibile una linea di finanziamento dedicata, con condizioni agevolate che si affiancano agli incentivi pubblici previsti dalla normativa. «Siamo convinti dell’efficacia della ZES come leva strategica per la crescita del Mezzogiorno e di altre aree del Paese», ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. «La nuova disponibilità di ulteriori 60 miliardi integra la semplificazione delle procedure amministrative, formula vincente di questo strumento normativo».

Dal 2020 Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 28 miliardi alle regioni meridionali e 12 miliardi collegati agli investimenti favoriti dalla ZES, confermando un impegno crescente verso il Sud. La ZES è anche uno dei pilastri dell’accordo quadriennale siglato nel 2025 con Confindustria, che ha portato all’organizzazione di otto incontri regionali e al coinvolgimento di oltre 1.000 imprese delle principali filiere manifatturiere.

Il piano “ZES 2.0” è stato presentato a Bari, in un incontro che ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo produttivo, tra cui il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Al centro del confronto, la posizione strategica del Mezzogiorno nel Mediterraneo, ponte naturale tra Oriente, Nord Africa ed Europa, e le opportunità offerte dalla ZES Unica in termini di semplificazione burocratica, credito d’imposta e incentivi all’occupazione.

Durante l’evento sono stati illustrati i risultati del rapporto “Check‑up Mezzogiorno”, realizzato da SRM con Confindustria: tra il 2019 e il 2025 il PIL del Sud Italia è cresciuto dell’8,3%, contro il 6,3% della media nazionale. Un dato che conferma il rinnovato dinamismo del Mezzogiorno e la sua capacità di trainare la crescita del Paese.

“ZES 2.0” si propone dunque come un piano strategico di sistema, capace di connettere infrastrutture, investimenti e competitività internazionale. Una piattaforma che punta a trasformare il Mezzogiorno in un hub economico di rilevanza globale, rafforzando la posizione dell’Italia nel Mediterraneo e nel commercio internazionale.


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