L’acquisto di immobili può rientrare tra le spese agevolabili con il credito d’imposta Zes Unica, ma solo entro un limite ben definito: il valore di terreni e fabbricati non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato. È quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 183 dell’8 luglio 2025, in risposta all’interpello presentato da una società operante in una zona economica speciale del Mezzogiorno.
Nel caso specifico, l’impresa aveva previsto un investimento di 600mila euro per l’acquisto di un immobile strumentale e 270mila euro per nuovi macchinari e attrezzature. Tuttavia, secondo la normativa, il valore della componente immobiliare non può eccedere il 50% del valore totale agevolabile, che deve comprendere anche beni strumentali mobili. Pertanto, l’investimento agevolabile, ai fini del credito Zes, si riduce a 540mila euro, con un tetto massimo di 270mila euro riconoscibili per la spesa immobiliare, pari all’investimento in beni mobili.
Il chiarimento dell’Agenzia si inserisce nel quadro definito dall’articolo 16 del Decreto-Legge n. 124/2023, che ha istituito un credito d’imposta per le imprese che investono in beni strumentali nelle aree della Zes Unica, comprendente Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e parte dell’Abruzzo, in linea con la deroga dell’articolo 107 del TFUE.
Il beneficio si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2024, e per il 2025 grazie alla proroga disposta dalla legge di stabilità (legge n. 207/2024). Sono ammissibili gli investimenti in nuovi macchinari, impianti, attrezzature, immobili strumentali e terreni, ma solo se parte di un progetto integrato e conforme ai criteri previsti.
L’Agenzia ricorda infine che non è ammesso il riconoscimento del beneficio per il solo acquisto di immobili e terreni: la componente immobiliare deve essere necessariamente affiancata da investimenti in beni produttivi mobili. Questo per assicurare la coerenza con l’obiettivo della misura, che punta a rafforzare la produttività e la capacità di crescita del tessuto imprenditoriale del Mezzogiorno.
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