Dicembre rappresenta ogni anno uno dei momenti più rilevanti per milioni di cittadini che ricevono prestazioni dall’INPS. Non solo perché arrivano tredicesime e mensilità aggiuntive, ma anche perché molte misure di sostegno vengono integrate o anticipate. Il risultato è un aumento consistente della liquidità disponibile per 36 milioni di pensionati, dipendenti e beneficiari di prestazioni sociali, secondo elaborazioni di centri studi e dati INPS.
Il pagamento delle pensioni parte dal 1° dicembre, primo giorno bancabile, con accredito diretto su conto corrente o Poste Italiane. Per chi ritira allo sportello rimane lo scaglionamento alfabetico: una misura organizzativa introdotta durante la pandemia e mantenuta per ragioni di sicurezza e gestione dei flussi.
Il cedolino di dicembre è più articolato del solito: oltre al rateo mensile comprende la tredicesima, il conguaglio fiscale 730 per chi ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta, eventuali arretrati, e altre prestazioni aggiuntive. La tredicesima è pienamente imponibile e non beneficia delle detrazioni previste sui ratei mensili ordinari. Questo significa che molti pensionati registrano importi più alti rispetto alla media, ma una tassazione più pesante, soprattutto in assenza di detrazioni automatiche.
Una voce positiva è rappresentata dalla sospensione delle addizionali comunali e regionali, normalmente trattenute da gennaio a novembre: un meccanismo che rende il netto percepito più alto proprio nel mese natalizio.
Tra le misure aggiuntive compare anche l’integrazione da 154,94 euro, prevista per chi percepisce pensioni pari o inferiori al trattamento minimo, stabilita dalla Legge 388/2000. Il beneficio è automatico e riguarda solo i trattamenti previdenziali, escludendo quelli assistenziali.
Per una parte di pensionati si aggiunge un’ulteriore voce: una quota della quattordicesima, destinata a chi ha maturato i requisiti tra luglio e dicembre. L’importo, calcolato in dodicesimi sull’anzianità contributiva, riguarda sia gestioni pubbliche sia private con limiti reddituali fissati a due volte il minimo.
Il mese di dicembre interessa anche milioni di famiglie con figli. L’Assegno Unico Universale viene pagato in anticipo, tra il 17 e il 19 dicembre, per i nuclei con importo già consolidato. Per nuove domande o variazioni ISEE la liquidazione arriva entro la fine del mese.
Sul fronte del welfare legato al lavoro, l’Assegno di Inclusione (ADI) verrà erogato il 15 dicembre per i nuovi beneficiari e dal 20 dicembre per chi già lo percepisce, mentre il Supporto Formazione Lavoro (SFL) mantiene tempistiche variabili, legate alla data di domanda e al percorso formativo.
Per chi percepisce NASpI o DIS-COLL, i pagamenti arriveranno nella seconda metà del mese, con possibili differenze territoriali o amministrative.
Infine, un dettaglio importante riguarda l’ISEE 2025, che scade il 31 dicembre: chi non procederà al rinnovo rischia la sospensione di assegni e bonus dal mese successivo.
Dicembre, insomma, non è soltanto il mese in cui arrivano più soldi. È il momento dell’anno in cui si chiude un ciclo fiscale e si apre quello successivo, tra conguagli, verifiche e rinnovi. Un mese che può portare benefici significativi, ma solo se regole e scadenze vengono rispettate.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











