La 36ᵃ edizione dell’indagine sulla “Qualità della vita” in Italia – a cura de Il Sole 24 Ore – conferma uno scenario già consolidato: il benessere territoriale continua a essere fortemente polarizzato, con il Nord e il Centro che occupano le posizioni di vertice e il Mezzogiorno relegato nelle retrovie.
In questa fotografia, la regione che più perde — anche quest’anno — è la Campania. Particolarmente significativa la performance della sua città simbolo: Napoli, nonostante un lieve miglioramento rispetto al 2024 (guadagna due posizioni), si piazza al 104º posto su 107 province italiane, con un punteggio medio di 411,4, molto distante dai valori delle più virtuose.
Gli indicatori analizzati — distribuiti in sei macro-aree quali ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, salute e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero — restituiscono un quadro complessivamente critico per la metropoli partenopea. Napoli risulta in fondo alle graduatorie per ricchezza e consumi, servizi ambientali, sicurezza e coesione sociale; riesce a ottenere un punteggio relativamente alto soltanto nella dimensione “cultura e tempo libero”, grazie a un’offerta artistica e di intrattenimento che resta importante.
Ma la situazione non migliora molto se si guardano le province interne. Tra le cinque aree campane analizzate:
- Benevento si attesta al 76º posto: il suo punto di forza è la giustizia e sicurezza, ma paga in consumi, lavoro e servizi.
- Avellino si posiziona al 77º posto, con qualche margine nella sicurezza, ma debolezze evidenti nell’economia e negli indicatori sociali.
- Salerno è 90ª: sale leggermente rispetto all’anno precedente, ma resta indietro su economia e servizi; anche qui l’unico aspetto in controtendenza è “cultura e tempo libero”.
- Caserta è 101ª: paga un forte malus su ambiente, servizi e cultura, con una performance mediocre anche su sicurezza e ricchezza.
Questi dati rafforzano l’idea che la “questione meridionale” non sia solo economica, ma strutturale: le province del Sud restano indietro in termini di servizi, opportunità e qualità del vivere quotidiano. Nonostante varie edizioni dell’indagine, il divario Nord-Sud difficilmente sembra colmarsi.
Dall’altra parte, la classifica generale 2025 assegna nuovamente la medaglia d’oro alla provincia di Trento, seguita da Bolzano e Udine: territori del Nord-Est che combinano alta qualità ambientale, servizi efficienti, welfare, sicurezza e benessere economico.
Per la Campania — e per tutto il Mezzogiorno — questo tipo di risultati rappresenta qualcosa di più di una semplice fotografia annuale: è un campanello d’allarme. Spinge a riflettere su politiche infrastrutturali, sociali ed economiche capaci di invertire una tendenza che ormai dura da decenni.
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