Si terrà oggi a mezzogiorno, all’Ospedale Monaldi di Napoli, la riunione decisiva per definire il nuovo percorso terapeutico di Domenico, il bambino ricoverato in condizioni gravissime dopo il trapianto di un cuore rivelatosi danneggiato.

Al tavolo siederanno il pool di medici che segue il caso, il medico di fiducia della famiglia, la madre del piccolo e il legale che la assiste. L’incontro è stato richiesto dalla famiglia con l’obiettivo di valutare un percorso di alleviamento delle sofferenze, in un quadro clinico considerato ormai irreversibile sotto il profilo chirurgico, dal momento che al bambino non può essere effettuato un secondo trapianto.

Secondo quanto si apprende da fonti ospedaliere, non verrà sospeso l’Ecmo, il dispositivo di ossigenazione extracorporea che attualmente mantiene in vita il piccolo. La macchina, che sostituisce temporaneamente la funzione cardiaca e polmonare, rappresenta un supporto vitale imprescindibile: la sua interruzione comporterebbe un rischio immediato di morte.

Il percorso in discussione non riguarda dunque l’eutanasia, ma la sospensione di eventuali terapie ritenute non più necessarie o configurabili come accanimento terapeutico. Si tratta di una distinzione clinica ed etica rilevante, che si colloca nel solco delle normative vigenti in materia di consenso informato e fine vita, e che punta a garantire al paziente la massima dignità possibile nella gestione delle cure.

La riunione di oggi avrà il compito di chiarire modalità, tempi e contenuti del nuovo approccio terapeutico, in un clima di grande delicatezza emotiva e medica. Il caso di Domenico, che ha suscitato profonda attenzione nell’opinione pubblica, pone ancora una volta al centro il tema del limite delle cure, della proporzionalità degli interventi sanitari e del ruolo condiviso tra equipe medica e famiglia nelle decisioni più complesse.

Al termine dell’incontro potrebbero emergere indicazioni più precise sul percorso che verrà adottato nelle prossime ore.


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