L’Unione Europea torna a puntare l’attenzione su uno dei dossier più urgenti ma anche più trascurati del 2025: quello della crisi abitativa. Con l’avvio di una consultazione pubblica per rivedere le regole sugli aiuti di Stato nel settore dell’edilizia abitativa, la Commissione europea cerca di fornire agli Stati membri strumenti più efficaci e flessibili per affrontare una situazione che riguarda ormai milioni di cittadini, in particolare nelle aree urbane ad alta densità.
A guidare il dossier è Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva con delega alla Transizione, tra i pochi esponenti socialisti di una Commissione a netta trazione popolare. Ribera ha dichiarato che “in tutta Europa, troppe famiglie e troppi giovani non riescono a permettersi una casa dignitosa. Non si tratta solo di un problema abitativo, è un’emergenza sociale”. La revisione delle norme sugli aiuti di Stato, ha spiegato, rappresenta uno strumento concreto per favorire un’edilizia abitativa più accessibile e per sostenere gli sforzi dei governi nazionali in tempi rapidi e con maggiore efficacia.
La Commissione ha precisato che, sebbene le attuali norme già permettano di sostenere l’edilizia sociale per i soggetti più svantaggiati senza limiti di compensazione, queste non sono più adeguate a rispondere alla crescente domanda di alloggi a prezzi contenuti. Sempre più persone appartenenti anche al ceto medio incontrano difficoltà nel trovare un’abitazione economicamente sostenibile, soprattutto nei grandi centri urbani dove la pressione sul mercato immobiliare si è acuita negli ultimi anni.
L’obiettivo della riforma è introdurre maggiore flessibilità nelle attuali regole sugli aiuti di Stato, ampliando la platea dei beneficiari e coinvolgendo in modo più attivo cittadini, enti locali e autorità nazionali. In parallelo, sul fronte politico, i Socialisti europei hanno eletto il tema dell’housing come uno dei propri cavalli di battaglia, spingendo per l’istituzione di una commissione parlamentare dedicata, presieduta da Irene Tinagli.
La consultazione pubblica si concluderà nel mese di luglio, dopodiché la Commissione, già entro l’autunno, intende procedere alla comunicazione delle nuove regole, che dovrebbero entrare in vigore entro la fine dell’anno.
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