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Foto Dipartimento per gli affari europei

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza entra nella sua fase più delicata, quella decisiva per la credibilità del Paese e per l’impatto reale degli investimenti sull’economia. La Cabina di regia Pnrr, riunita in videoconferenza a Palazzo Chigi e presieduta dal ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, ha certificato un avanzamento complessivamente positivo del Piano e ha dato il via libera alla settima Relazione sullo stato di attuazione, destinata ora al Parlamento.

Il dato politicamente ed economicamente più rilevante riguarda le risorse già incassate. Con il raggiungimento degli obiettivi previsti entro la fine del 2025, l’Italia avrà ricevuto complessivamente 153,2 miliardi di euro nell’ambito del Pnrr. A questa cifra si aggiungeranno altri 12,8 miliardi nel corso del 2026, legati al pagamento della nona e penultima rata, la cui richiesta sarà formalmente presentata entro la fine dell’anno in corso.

La Cabina di regia ha preso atto del positivo avanzamento dei 50 obiettivi collegati alla nona rata, tra 16 milestone e 34 target, che coinvolgono sedici amministrazioni titolari. Un passaggio cruciale, perché riguarda interventi strutturali su infrastrutture, lavoro, sanità, giustizia e transizione digitale, settori che incidono direttamente sulla competitività del sistema Paese.

Tra i dossier più strategici figurano il potenziamento delle linee ferroviarie ad alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania, infrastrutture considerate decisive per ridurre i divari territoriali, e la riduzione delle perdite idriche attraverso la distrettualizzazione di 45 mila reti, uno dei nodi storici dell’efficienza dei servizi pubblici locali. Sul fronte della sicurezza e dei servizi essenziali, il Piano prevede anche il rinnovo della flotta dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli.

Ampio spazio è dedicato alle politiche del lavoro e all’inclusione sociale. Il programma GOL prosegue con il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego e con l’obiettivo di raggiungere 3 milioni di beneficiari complessivi, mentre nel Mezzogiorno è previsto il supporto educativo a 44 mila minori, a conferma del tentativo di affiancare agli investimenti materiali anche interventi di coesione sociale.

Sul versante della modernizzazione dello Stato, la Cabina di regia ha monitorato l’avanzamento della digitalizzazione di oltre 7,7 milioni di fascicoli giudiziari, della formazione digitale di 650 mila tra dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo e di 8.300 volontari del Servizio civile. In ambito economico, prosegue l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4 mila imprese turistiche, insieme alla valorizzazione di 100 parchi e giardini storici.

Particolarmente rilevante anche il capitolo sanità. Il Pnrr sta accompagnando l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base, lo sviluppo della telemedicina per 300 mila persone e l’ammodernamento tecnologico di 280 strutture sanitarie, tasselli chiave della riforma dell’assistenza territoriale.

Dalla Relazione emerge inoltre che la spesa effettivamente sostenuta è in costante crescita: al 30 novembre 2025 ammontava a 101,3 miliardi di euro, destinati ad aumentare ulteriormente con i pagamenti di dicembre e con gli strumenti finanziari già trasferiti ai soggetti gestori. Un dato che rafforza la posizione italiana nel confronto con la Commissione europea, in vista della richiesta della penultima rata.

La fase che si apre ora è politicamente sensibile. Il Governo dovrà dimostrare di saper mantenere la rotta fino al completamento del Piano, trasformando l’avanzamento formale degli obiettivi in risultati concreti per cittadini, imprese e territori, in un contesto segnato da vincoli di bilancio più stringenti e da una progressiva riduzione delle risorse straordinarie europee.


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