Centrale nucleare NC

L’Italia rafforza la sua posizione strategica nel settore dell’energia nucleare grazie a una serie di accordi internazionali con Francia e Romania, parte integrante del nuovo Piano Europeo sul Nucleare, promosso dalla Commissione Europea. L’iniziativa mira a sviluppare tecnologie avanzate e filiere industriali comuni, riducendo la dipendenza dell’Unione da fornitori extraeuropei e contribuendo agli obiettivi climatici europei.

Nel novembre 2023, Ansaldo Energia, azienda genovese leader negli impianti per la produzione energetica, e l’Associazione Italiana Nucleare hanno firmato un protocollo di cooperazione con Électricité de France (EDF), principale utility francese, e con Gifen, il cluster industriale del nucleare d’Oltralpe. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tecnico-industriale tra i due Paesi.

Parallelamente, è stato siglato un accordo con il Romanian Atomic Forum per supportare il rinnovamento dell’Unità 1 della centrale di Cernavoda, in Romania, con il coinvolgimento diretto di Ansaldo Nucleare e partner locali. Il progetto prevede sinergie operative tra imprese italiane e romene, coordinate dalla società italiana.

Nel contesto della European Industrial Alliance on Small Modular Reactors, iniziativa dell’UE per promuovere mini-reattori modulari (SMR), è stato selezionato il progetto ALFRED, presentato da Ansaldo Energia. Si tratta di un reattore modulare veloce di quarta generazione raffreddato a piombo, sviluppato in collaborazione con ENEA, RATEN (Romania) e SCK-CEN (Belgio). Il sistema è concepito per riutilizzare combustibile esaurito e generare elettricità e calore, con una prima entrata in esercizio prevista intorno al 2040.

Il cuore dell’iniziativa è l’IPCEI sul nucleare, il primo progetto europeo di interesse comune in questo ambito, guidato dalla Francia – che già oggi produce circa il 70% della propria energia dall’atomo – e sostenuto anche da Italia e Romania. Questo maxi-progetto coinvolge diversi ambiti, tra cui la fusione, la fissione avanzata, la medicina nucleare e la filiera dell’uranio. All’Italia è stato affidato il coordinamento delle tecnologie per la fusione, con un ruolo attivo anche nella fissione e negli usi medici del nucleare.

Secondo i ministri Gilberto Pichetto e Adolfo Urso, si tratta di «una dimostrazione della vitalità della filiera industriale e della capacità della ricerca italiana», che nonostante l’assenza di centrali operative sul territorio nazionale, ha continuato a sviluppare know-how e competenze.

Nel frattempo, la Commissione Europea punta sul nucleare per compensare la rinuncia al gas russo e ridurre la dipendenza energetica dagli Stati Uniti, anche alla luce delle tensioni geopolitiche e della guerra commerciale in atto. Attualmente, l’atomo produce circa 99 gigawatt in Europa, ma un calo a 88 GW è previsto entro il 2040, con una ripresa fino a 100 GW nella seconda metà del secolo, secondo i dati UE.

Nonostante i progressi, restano sfide aperte, come la gestione a lungo termine delle scorie radioattive e le controversie sulla classificazione del nucleare come energia “sostenibile” nella tassonomia verde dell’UE.

In Italia, non è ancora prevista la costruzione di nuove centrali nucleari, ma il rinnovato impegno nei progetti europei rappresenta una riapertura strategica e tecnologica verso il settore, con uno sguardo al futuro della sicurezza energetica nazionale.


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