Nel bimestre gennaio‑febbraio 2026 le entrate tributarie erariali accertate secondo il criterio della competenza giuridica raggiungono i 91.769 milioni di euro, con una lieve flessione di 313 milioni, pari allo 0,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. È quanto emerge dal Bollettino mensile pubblicato dal Dipartimento delle Finanze, accompagnato da appendici statistiche, nota tecnica e serie storica aggiornata.
Il quadro generale mostra un andamento differenziato tra imposte dirette e indirette. Le prime registrano una contrazione significativa, mentre le seconde risultano in crescita. Le imposte dirette totalizzano 57.663 milioni, con una riduzione dell’1,7%. Il gettito Irpef si attesta a 47.066 milioni, in calo dello 0,8%, con dinamiche molto diverse tra settore privato e pubblico: le ritenute sui redditi dei dipendenti privati diminuiscono del 3,1%, mentre quelle sui dipendenti pubblici crescono del 5%. In aumento anche le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi, che segnano un +4,1%.
Molto marcata la riduzione delle ritenute sui bonifici relativi a oneri deducibili e detraibili, che scendono del 38,5%, così come quella dei versamenti in autoliquidazione, in calo del 32,1%. L’Ires registra un gettito di 1.407 milioni, con una contrazione del 23,2%. In diminuzione anche l’imposta sostitutiva sui redditi di capitale e le ritenute sugli interessi, che si fermano a 2.277 milioni, con un calo del 30,9%. Le ritenute su interessi e premi corrisposti dagli istituti di credito crollano dell’88,5%, attestandosi a 167 milioni.
Alcune componenti mostrano invece un andamento positivo. L’imposta sostitutiva su obbligazioni e titoli similari cresce del 3,7%, mentre le altre entrate del capitolo 1026 aumentano del 19,6%. Risultati favorevoli arrivano anche dall’imposta sostitutiva su redditi da capitale e plusvalenze, che sale del 9,9%, e dall’imposta sul valore dell’attivo dei fondi pensione, che registra un incremento del 54,1%.
Sul fronte delle imposte indirette, il gettito raggiunge 34.106 milioni, con un aumento del 2%. L’Iva rappresenta la componente principale, con 23.436 milioni, in crescita del 2%. Gli scambi interni contribuiscono in modo determinante, grazie anche ai versamenti tramite split payment da parte delle Pubbliche amministrazioni, che raggiungono i 2.840 milioni. Le importazioni mostrano invece un incremento più contenuto, pari allo 0,6%.
Tra le altre imposte indirette si osservano dinamiche eterogenee. L’imposta sulle assicurazioni cresce del 10,8%, mentre quella sui tabacchi aumenta del 3,6%. Molto rilevante l’incremento dell’imposta sulle successioni e donazioni, che sale del 61,5%. In calo, invece, l’imposta di registro, l’imposta di bollo e il canone Rai. Le accise mostrano un andamento misto: quella sui prodotti energetici cresce del 2,2%, mentre l’accisa sull’energia elettrica si riduce del 36,3%. L’accisa sul gas naturale registra invece un aumento eccezionale, pari al 102,4%.
L’attività di accertamento e controllo contribuisce in modo significativo al gettito complessivo, raggiungendo 2.083 milioni di euro, con un incremento del 7,4%. Le imposte dirette generano 1.033 milioni, mentre le imposte indirette arrivano a 1.050 milioni, con una crescita particolarmente marcata per queste ultime.
Nel solo mese di febbraio 2026, le entrate totali ammontano a 42.842 milioni, con un aumento dello 0,6%. Le imposte dirette risultano in calo del 2,5%, mentre le imposte indirette crescono del 4,3%. L’Iva mensile si attesta a 14.515 milioni, in aumento dell’1,6%, con una buona performance degli scambi interni e una lieve flessione delle importazioni.
Il Bollettino conferma dunque un quadro complesso, caratterizzato da una sostanziale stabilità complessiva, ma con dinamiche molto diverse tra le varie componenti del sistema tributario. La crescita delle imposte indirette e dell’attività di accertamento compensa solo in parte la flessione delle imposte dirette, in un contesto economico ancora segnato da incertezze e da un’evoluzione non uniforme dei principali indicatori fiscali.
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