Nel secondo trimestre del 2026, il tessuto imprenditoriale europeo mostra segnali di rallentamento. Secondo il rapporto diffuso da Eurostat, le registrazioni di nuove imprese nell’Unione europea sono diminuite dello 0,5% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre i fallimenti sono aumentati del 5,7%, confermando una fase di fragilità in diversi comparti economici.
La flessione delle nuove attività riguarda cinque degli otto settori analizzati. Il calo più marcato si registra nell’industria, che arretra del 3,6%, seguita dal comparto alloggi e ristorazione, in diminuzione del 3,4%, e dal settore istruzione e servizi sociali, che perde il 3,2%. In controtendenza, il settore dell’informazione e comunicazione mostra una crescita significativa, pari all’8,8%, mentre le costruzioni segnano un incremento dell’1,0%. I servizi finanziari restano invece stabili, senza variazioni rispetto al trimestre precedente.
Sul fronte dei fallimenti, l’aumento coinvolge cinque settori su otto. Le crescite più rilevanti si registrano nell’istruzione e nelle attività sociali, dove i fallimenti aumentano del 21,1%, seguite dal settore dei trasporti, in rialzo dell’11,4%, e dai servizi finanziari, che segnano un incremento del 6,8%. Alcuni comparti mostrano invece una dinamica opposta: alloggi e ristorazione registrano una diminuzione dei fallimenti del 2,6%, le costruzioni del 1,7%, mentre il commercio arretra dell’1,2%.
Il quadro complessivo evidenzia una fase di transizione complessa per l’economia europea. Da un lato, alcuni settori innovativi come l’informazione e la comunicazione continuano a crescere; dall’altro, comparti tradizionali e servizi essenziali mostrano segnali di sofferenza, con un aumento dei fallimenti che potrebbe riflettere difficoltà strutturali, costi crescenti e un contesto macroeconomico ancora instabile.











