Occupazione lavoro

Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro italiano mostra segnali di crescita moderata ma diffusa, con un aumento dell’input di lavoro pari allo 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Nello stesso periodo il Pil registra un incremento analogo, confermando una dinamica coerente tra attività economica e domanda di lavoro.

Gli occupati raggiungono quota 24 milioni e 207 mila, con un aumento congiunturale di 67 mila unità. La crescita è trainata soprattutto dagli indipendenti, che avanzano dell’1,4%, mentre i dipendenti a termine crescono leggermente e quelli a tempo indeterminato mostrano una lieve flessione. Contestualmente diminuisce in modo significativo il numero dei disoccupati, che cala del 7,6% in tre mesi, mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni. I tassi confermano questa dinamica: l’occupazione sale al 62,7%, la disoccupazione scende al 5,3% e l’inattività cresce al 33,7%.

I dati provvisori di aprile rafforzano il quadro positivo, con un ulteriore aumento degli occupati e un miglioramento dei tassi di disoccupazione e inattività. Su base annua, però, la crescita dell’occupazione appare più contenuta: +50 mila unità, pari allo 0,2%. L’aumento riguarda esclusivamente gli indipendenti, mentre i dipendenti diminuiscono sia nella componente a termine sia in quella stabile. Prosegue invece la forte riduzione dei disoccupati, che diminuiscono di 394 mila unità in un anno, mentre gli inattivi crescono di 320 mila persone.

Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti continuano a crescere dello 0,5% nel trimestre, sia a tempo pieno sia a tempo parziale, con una lieve riduzione della quota di part‑time. Anche su base annua la crescita è solida, pari all’1,5%, e più intensa per il tempo pieno. Dopo due trimestri positivi, la somministrazione registra una lieve contrazione, mentre accelera il lavoro intermittente, che segna un aumento del 3,1% nel trimestre e dell’8,7% su base annua, il valore più alto dalla ripresa post‑pandemica.

Le ore lavorate per dipendente diminuiscono leggermente rispetto al trimestre precedente ma aumentano su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione continua a ridursi, scendendo a 7,7 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti si attesta all’1,7%, in calo sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto all’anno precedente, segnale di una domanda di lavoro meno tesa.

Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente cresce dell’1,2% nel trimestre, spinto sia dalle retribuzioni sia dai contributi sociali. Su base annua l’aumento raggiunge il 3%, con una dinamica più marcata per i contributi rispetto alle retribuzioni.

Il quadro complessivo restituisce un mercato del lavoro in espansione, sostenuto dalla crescita degli indipendenti e dalla riduzione della disoccupazione, ma caratterizzato anche da un aumento degli inattivi e da segnali di rallentamento nella domanda di lavoro più flessibile. La Nota metodologica allegata al rapporto fornisce gli intervalli di confidenza delle principali stime campionarie, utili per interpretare correttamente l’evoluzione degli indicatori.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookXInstagram LinkedIn