Imu

Il 16 dicembre 2024 rappresenta l’ultimo giorno utile per il pagamento del saldo Imu, comprensivo di eventuali conguagli sulla prima rata già versata lo scorso giugno. Il termine riguarda i possessori di fabbricati, terreni e aree edificabili soggetti all’Imposta municipale propria, con l’obiettivo di evitare l’applicazione di sanzioni e interessi.

Il versamento può essere effettuato attraverso diverse modalità: il modello F24, i bollettini postali (anche online) o la piattaforma PagoPA. È necessario applicare le aliquote approvate dai Consigli comunali e pubblicate sul portale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Per chi utilizza il modello F24, devono essere impiegati i codici tributo previsti dalle risoluzioni specifiche emesse dall’Agenzia delle Entrate.

L’Imu, introdotta nel 2012 in sostituzione dell’Ici, è oggi regolata dai commi 738 e seguenti dell’articolo 1 della legge di bilancio 2020 (legge n. 160/2019). Questa imposta grava, salvo specifiche esenzioni, su tutti i possessori di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli. Le abitazioni principali sono esenti dal tributo, tranne quelle appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di lusso, ville e castelli).

Il calcolo dell’Imu si basa sulla rendita catastale rivalutata del 5% per i fabbricati, mentre per i terreni agricoli si considera il reddito dominicale rivalutato del 25%, moltiplicato per un coefficiente specifico. Le aliquote standard, fissate a livello nazionale, possono essere modificate dai Comuni entro limiti stabiliti dalla legge. Nel caso in cui il Comune non pubblichi le aliquote entro il termine del 28 ottobre, si applicano quelle dell’anno precedente, salvo modifiche che entreranno in vigore dal 2025, con l’introduzione di un nuovo sistema di gestione.

Sono previste numerose esenzioni, tra cui quelle per i terreni agricoli condotti da coltivatori diretti, gli immobili destinati a uso culturale o religioso, e i fabbricati classificati in categorie catastali specifiche, come quelli di proprietà dello Stato o di organizzazioni internazionali. Inoltre, gli enti locali possono introdurre agevolazioni o esenzioni mirate, come quelle per gli immobili concessi in comodato gratuito al Comune o per attività senza scopo di lucro.

Chi ha optato per il pagamento dell’intero importo in un’unica soluzione entro giugno non è tenuto ad alcun ulteriore versamento. Tuttavia, per chi deve saldare il tributo in due rate, oggi rappresenta l’ultima occasione per mettersi in regola.

Il 2024 segna inoltre una svolta normativa per l’Imu, con nuove disposizioni in arrivo dal 2025, destinate a introdurre criteri più uniformi nella gestione del tributo da parte degli enti locali. Tali cambiamenti mirano a garantire maggiore trasparenza e semplificazione, pur mantenendo l’autonomia impositiva dei singoli Comuni.


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