Fulvio Martusciello

Il caso Huaweigate torna a scuotere gli equilibri politici europei e italiani, riportando al centro dell’attenzione la posizione di Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia al Parlamento europeo e coordinatore del partito in Campania. La commissione Affari giuridici dell’Eurocamera ha votato per la revoca dell’immunità parlamentare, con un margine ristretto – 14 voti favorevoli e 11 contrari – che riflette un clima tutt’altro che compatto all’interno dell’organismo.

La richiesta arriva dalla procura federale del Belgio, che indaga sui presunti rapporti tra alcuni eurodeputati e il colosso tecnologico cinese Huawei, nell’ambito di un’inchiesta che tocca il delicato equilibrio geopolitico legato allo sviluppo della rete 5G in Europa. Secondo gli inquirenti, lobbisti vicini all’azienda avrebbero tentato di influenzare le istituzioni europee per evitare l’esclusione della società dai bandi comunitari, una decisione sostenuta da Stati Uniti e da una parte dell’UE per ragioni di sicurezza.

Il voto della commissione non è definitivo: la decisione finale spetta all’Aula di Strasburgo, che si pronuncerà nelle prossime settimane. Martusciello, poche ore dopo il verdetto, ha ribadito la propria posizione: «Sono totalmente estraneo ai fatti contestati. Mi rimetto all’Aula, come ho già spiegato durante la mia audizione». L’eurodeputato ha ringraziato il partito per il sostegno ricevuto, sottolineando di aver illustrato in modo dettagliato la propria versione dei fatti.

La vicenda ruota attorno a una lettera del 4 gennaio 2021, firmata da una quindicina di europarlamentari tra Popolari e Socialisti, che secondo la procura sarebbe stata redatta dal lobbista italo‑belga Valerio Ottati, figura chiave nei rapporti tra Huawei e Bruxelles. Ottati, già assistente di due eurodeputati italiani, è ritenuto dagli inquirenti il regista di un presunto schema di influenza volto a evitare la “messa al bando” dell’azienda cinese.

Il voto ravvicinato della commissione – appena tre schede di scarto – suggerisce che il dibattito in plenaria sarà tutt’altro che scontato. Undici eurodeputati hanno votato contro la revoca, segnale di una divisione politica che potrebbe riflettersi anche nell’Aula. Martusciello, dal canto suo, afferma di affrontare la vicenda «con serenità e pieno rispetto delle istituzioni», convinto che «ogni elemento utile contribuirà a chiarire definitivamente la mia posizione».

Il caso si inserisce in un contesto più ampio, in cui la competizione globale sulle tecnologie strategiche – dal 5G all’intelligenza artificiale – sta ridefinendo i rapporti tra Europa, Stati Uniti e Cina. L’inchiesta belga, che coinvolge figure politiche di diversi Paesi, rappresenta uno dei fronti più sensibili di questa partita, in cui sicurezza, economia e geopolitica si intrecciano in modo sempre più stretto.


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