Chiara Poggi

Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, torna al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica con sviluppi inaspettati. La Procura di Pavia ha infatti riaperto l’indagine e ha iscritto nuovamente nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, già in passato finito sotto la lente degli inquirenti, ma mai coinvolto formalmente fino a oggi.

Alla base della nuova inchiesta ci sarebbero elementi investigativi riemersi e altri mai valorizzati nel precedente procedimento che ha portato alla condanna definitiva a 16 anni di reclusione per Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, che ha ormai quasi scontato interamente la pena. In questo contesto, ha destato clamore un messaggio attribuito a Paola Cappa, cugina di Chiara, mai indagata, che in un messaggio Whatsapp a un amico scriveva: “Mi sa che abbiamo incastrato Stasi”. Il messaggio, secondo quanto riportato dal settimanale Giallo, è contenuto tra i 280 atti oggetto di nuova valutazione da parte della Procura. La donna, lo ricordiamo, non è indagata.

Il lavoro investigativo si sta concentrando su nuovi accertamenti tecnici. È previsto per domani davanti alla giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, il giuramento di periti e consulenti incaricati di un maxi incidente probatorio sulle analisi genetiche: confronti del DNA tra Sempio e tracce repertate su unghie e dita di Chiara, oltre a nuovi test su oggetti mai analizzati o archiviati senza esito. Si tratta di reperti come tappetini da bagno, vasetti di yogurt, confezioni di tè e cereali, e anche i cosiddetti “para-adesivi” delle impronte.

La difesa di Sempio, tramite l’avvocata Angela Taccia, ha dichiarato che nei diari e negli appunti sequestrati non c’è alcun riferimento al caso Garlasco. La documentazione, secondo la legale, sarebbe stata raccolta per costruire un profilo psicologico dell’indagato. L’uomo, oggi 37enne, si sarebbe mostrato tranquillo, sebbene profondamente preoccupato per i genitori, in particolare per la madre, le cui condizioni di salute sono delicate.

Il team investigativo si è intanto ampliato: oltre al procuratore aggiunto Stefano Civardi e alla pm Valentina De Stefano, è subentrata anche Giuliana Rizza, segno della complessità e delicatezza delle indagini. Il decreto di perquisizione ha riguardato l’abitazione di Sempio, quella dei suoi genitori e anche quelle di amici legati all’ambiente di casa Poggi, come Mattia Capra e Roberto Freddi. Gli inquirenti cercano di ricostruire le frequentazioni, i rapporti e le abitudini di vita di Sempio e della sua cerchia all’epoca dei fatti.

Nelle ultime ore, i carabinieri hanno persino dragato un canale a Tromello, nei pressi dell’abitazione dismessa della nonna delle gemelle Cappa, Paola e Stefania, le cugine di Chiara. Tra gli oggetti rinvenuti, anche un martello, ora al vaglio degli investigatori, che potrebbe rivelarsi compatibile con l’arma mai ritrovata del delitto. La zona è stata individuata grazie a due testimonianze che avrebbero menzionato Stefania Cappa, anche lei mai formalmente indagata.

Quello che si profila è uno scenario giudiziario che potrebbe mettere in discussione una verità processuale già sancita in via definitiva. La Procura cammina su un terreno estremamente delicato, dove ogni nuova scoperta deve fare i conti con i principi della cosa giudicata e con l’impatto mediatico e sociale di una delle vicende giudiziarie più complesse e controverse degli ultimi vent’anni in Italia.