Forte accelerazione della dinamica dei prezzi al consumo al termine della stagione estiva, condizionata dalle tensioni sui mercati energetici e sui beni alimentari di prima necessità. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat sui prezzi al consumo a settembre 2026, l’indice nazionale per l’intera collettività (NIC) registra un incremento congiunturale dello 0,7% rispetto ad agosto e una crescita del 4,2% su base annua, in marcato aumento dal +3,3% rilevato nel mese precedente. L’inflazione acquisita per il 2026 sale così al 3,1% per l’indice generale.
A determinare la spinta inflazionistica è principalmente la fiammata dei beni energetici, che vedono un’accelerazione sia per la componente regolamentata (da +18,6% a +25,9%) sia per quella non regolamentata (da +17,0% a +22,2%). In parallelo si registra la ripresa dei prezzi degli alimentari non lavorati, il cui tasso tendenziale passa dal +3,8% al +5,5%. Tale andamento si ripercuote direttamente sul cosiddetto “carrello della spesa” (beni alimentari, per la cura della casa e della persona), la cui crescita annua sale dal +0,9% al +1,7%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto raggiungono un incremento del 5,3% (dal +4,3% di agosto). Segnali di rialzo interessano anche i servizi ricreativi e culturali (+2,9%) e i trasporti (+1,6%).
L’impatto dei rincari si traduce in un ampliamento della forbice tra beni e servizi, con i primi che corrono al +5,4% tendenziale a fronte del +2,6% dei secondi. Più contenuta la pressione sull’inflazione di fondo – calcolata al netto di energetici e alimentari freschi – che segna comunque un modesto incremento salendo dal +1,5% al +1,7% (e mantenendo l’inflazione acquisita di fondo stabile al +1,9%). Infine, l’indice armonizzato IPCA, che recepisce la fine dei saldi estivi nell’abbigliamento, evidenzia un balzo congiunturale del +2,0% e un tasso tendenziale che si attesta al +4,1% (dal +3,2% del mese precedente).
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, X, Instagram e LinkedIn











