Inps pensione - assegno unico e universale - bonus - gara

Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale dell’INPS hanno voluto ribadire pubblicamente e con fermezza che non esiste alcun “buco” nei conti dell’Istituto, smentendo così alcune letture distorte emerse nel dibattito pubblico. Le recenti operazioni di eliminazione dei crediti contributivi, secondo quanto comunicato, sono state effettuate in piena conformità con i criteri contabili e la normativa vigente, e rappresentano un importante passo verso una maggiore trasparenza e fedeltà del bilancio.

I crediti in questione erano già opportunamente svalutati, in quanto giudicati inesigibili per cause ormai consolidate nel tempo. Rientrano in questa categoria anche i crediti annullati in base alle norme che hanno introdotto la rottamazione delle cartelle esattoriali di importo ridotto (fino a 1.000 o 5.000 euro), maturati tra il 2000 e il 2015. Tra le disposizioni normative che hanno interessato tali crediti si ricordano il decreto-legge 119/2018, il decreto-legge 41/2021 e la legge 197/2022, per un totale eliminato di oltre 15 miliardi di euro, relativo esclusivamente a crediti di oltre dieci anni fa.

Queste operazioni sono state pienamente coperte dal Fondo di svalutazione crediti, che è stato alimentato nel tempo proprio per far fronte a situazioni di bassa esigibilità. Di conseguenza, non vi è alcun effetto negativo sul conto economico dell’Istituto. Inoltre, già nel bilancio preventivo 2025, l’INPS aveva stimato con cautela l’incasso dei crediti fino al 2020 in misura pari a solo l’1%, confermando una gestione contabile realistica e prudente.

A rafforzare la sostenibilità delle scelte contabili, i dati ufficiali mostrano che gli impatti netti per il sistema previdenziale sono stati minimi, con soli 98 milioni di euro nel 2023 e 26 milioni nel 2024, come evidenziato nella scheda tecnica della legge 197/2022. Le azioni intraprese non hanno riguardato soltanto le poste attive, ma anche oltre 2,7 miliardi di euro di residui passivi, contribuendo a una razionalizzazione complessiva del bilancio.

È importante sottolineare che queste manovre non intaccano in alcun modo l’efficienza della riscossione ordinaria. Anzi, si registra un incremento nella gestione di cassa: nel 2024, rispetto al 2023, si evidenzia un aumento di 3,96 miliardi di euro alla voce “Aziende – contributi della gestione privata”. Per il solo anno 2025, l’INPS prevede accertamenti per oltre 177 miliardi di euro relativi ai contributi dovuti dalle aziende con dipendenti.

Il Consiglio di Amministrazione ha infine voluto rimarcare che le pratiche contabili adottate – dagli accantonamenti al fondo svalutazione fino alla cancellazione dei crediti inesigibili – fanno parte di una governance trasparente e responsabile, in linea con le migliori prassi contabili e con le indicazioni degli organi di controllo. Il bilancio dell’Istituto restituisce oggi una fotografia più aderente alla realtà, rafforzando l’efficacia amministrativa e la fiducia nel sistema.

L’operazione, ampiamente richiesta dagli organismi di vigilanza, rappresenta un adeguamento contabile necessario, destinato a migliorare la trasparenza, l’affidabilità e l’efficienza dell’intera struttura amministrativa dell’INPS.


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