L’Istat aggiorna le stime definitive sull’andamento dei prezzi e conferma che a luglio l’inflazione è salita al 2,9%, leggermente superiore al dato preliminare del 2,8%. Il rallentamento rispetto a giugno – quando il tasso era al 3% – risulta dunque più contenuto.
Secondo l’Istituto, nel mese di luglio l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,3% su base mensile e del +2,9% su base annua. Una dinamica che riflette l’andamento differenziato delle principali componenti del paniere.
A contribuire alla discesa dell’inflazione sono soprattutto:
- gli energetici non regolamentati, come i carburanti, che continuano a mostrare segnali di raffreddamento;
- gli alimentari non lavorati, che proseguono la fase di moderazione dei prezzi.
In controtendenza, invece, gli energetici regolamentati, che mostrano un’accelerazione e continuano a rappresentare una delle componenti più volatili e sensibili alle dinamiche internazionali.
Il quadro complessivo conferma una fase di inflazione moderata, sostenuta da alcune categorie ma frenata da altre, in un contesto economico che resta influenzato dai movimenti dei mercati energetici e dalle tensioni geopolitiche.
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