Giancarlo Giorgetti Ministro economia e finanze

La prossima legge di bilancio si appresta a varare un doppio intervento di alleggerimento fiscale destinato al ceto medio e ai redditi medio-bassi. Il Ministero dell’Economia intende confermare sia la riduzione dell’Irpef sia il taglio del bollo auto dal 2027, smentendo qualsiasi ipotesi di alternatività tra i due provvedimenti. Nonostante il peso finanziario simile, stimato in circa 2,3 miliardi per il bollo auto e poco meno di tre miliardi per l’IRPEF, il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti ha chiarito come non vi sia alcuna correlazione tecnica o politica che imponga di scegliere uno solo dei due interventi.

La riforma fiscale punterà in primis ad allargare l’aliquota Irpef ridotta al 33% per i redditi compresi tra i 50 e i 60mila euro, andando a beneficio delle fasce medie di contribuenti. Parallelamente, la rimodulazione del bollo auto andrà a sostenere in larga misura i ceti meno abbienti, dal momento che l’86% dei veicoli interessati risulta intestato a cittadini con redditi fino a 40mila euro annui. Entrambe le misure dovranno essere sintetizzate nel quadro programmatico atteso per l’inizio di ottobre, tenendo conto delle dinamiche dei tassi di interesse e dei costi delle materie prime.

Accanto alle misure sul ceto medio, il governo punta ad introdurre una flat tax sugli aumenti salariali per i giovani, applicando un’aliquota agevolata sul modello della tassazione piatta al 5% sui rinnovi contrattuali usata nella scorsa manovra. Via XX Settembre considera la misura strategica per il favorevole rapporto costi-benefici per le casse dello Stato. Tuttavia, l’efficacia del provvedimento dipenderà direttamente dalla risposta del settore privato: le agevolazioni fiscali, ha avvertito il ministro, non possono sostituire adeguate politiche retributive da parte delle imprese per garantire l’ingresso e la stabilità dei giovani nel mercato del lavoro.

Il percorso verso la Manovra resta comunque condizionato dalle strettoie della finanza pubblica e dal protrarsi della procedura di infrazione UE per deficit eccessivo. Nel suo intervento, Giorgetti ha rimarcato come le tensioni sul bilancio siano figlie dell’impatto dei crediti edilizi legati al Superbonus. Il peso economico dei bonus edilizi costerà allo Stato complessivamente 165 miliardi di euro tra il 2023 e il 2027, con picchi fino a 42 miliardi solo per l’anno in corso, impedendo una discesa più rapida del rapporto tra debito e PIL rispetto al 138% registrato nel 2022.


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