Il commercio estero italiano con i Paesi extra Ue27 mostra a novembre 2025 segnali contrastanti, riflettendo un contesto internazionale ancora instabile e fortemente influenzato dalle dinamiche energetiche. Secondo le stime, le esportazioni risultano sostanzialmente stazionarie su base mensile, mentre le importazioni registrano una brusca contrazione (-7,4%), determinando un rafforzamento dell’avanzo commerciale.
La tenuta dell’export nel confronto con ottobre è il risultato di andamenti settoriali divergenti. Da un lato, crescono le vendite di beni strumentali (+4,2%) e beni intermedi (+0,7%), confermando il ruolo della manifattura italiana nelle catene produttive internazionali. Dall’altro, si riducono in modo significativo le esportazioni di energia (-9,2%) e di beni di consumo, sia non durevoli (-3,5%) sia durevoli (-1,1%), segnalando una domanda estera più debole per i prodotti finali.
Sul fronte delle importazioni, il calo appare diffuso e particolarmente accentuato per i beni di consumo non durevoli (-21,0%), mentre fanno eccezione i beni intermedi, in lieve aumento (+1,6%). Questo andamento suggerisce una fase di ridimensionamento della domanda interna, accompagnata da una minore dipendenza dall’estero per alcune categorie di beni.
Se si osserva il trimestre settembre-novembre 2025, emerge un quadro di rallentamento più marcato. L’export diminuisce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, penalizzato soprattutto dalla forte riduzione delle vendite di energia (-18,3%) e dal calo dei beni strumentali (-3,7%). Anche le importazioni si contraggono (-0,9%), trainate dal crollo degli acquisti energetici (-14,0%), confermando il peso determinante dei prezzi e dei volumi dell’energia negli equilibri commerciali del Paese.
Su base annua, il dato di novembre evidenzia una flessione dell’export del 3,3%, in netto peggioramento rispetto a ottobre. Tuttavia, al netto delle vendite eccezionali di mezzi di navigazione marittima registrate nel novembre 2024, la contrazione tendenziale risulta più contenuta (-1,7%), indicando che una parte del calo è legata a effetti statistici. L’import registra una riduzione ancora più ampia (-11,3%), dovuta in larga misura alla diminuzione delle importazioni di energia, mentre i beni intermedi mostrano una sostanziale tenuta.
Il saldo commerciale con i Paesi extra Ue27 risulta ampiamente positivo, pari a +6,9 miliardi di euro, in aumento rispetto allo stesso mese del 2024. Il deficit energetico si riduce sensibilmente, mentre cresce l’avanzo dei prodotti non energetici, che supera i 10 miliardi di euro. Nel complesso dei primi undici mesi del 2025, l’avanzo commerciale extra UE raggiunge 47,6 miliardi, pur restando inferiore a quello dello stesso periodo del 2024.
Dal punto di vista geografico, le esportazioni mostrano forti cali verso Turchia, ASEAN e Regno Unito, mentre crescono in modo significativo le vendite verso i Paesi OPEC e la Svizzera. Sul lato delle importazioni, si riducono soprattutto gli acquisti dai Paesi OPEC e dalle principali economie avanzate, mentre aumentano quelli da ASEAN, India e Mercosur.
Nel complesso, i dati di novembre restituiscono l’immagine di un commercio estero che regge grazie alla manifattura intermedia, ma che risente del rallentamento della domanda globale e delle oscillazioni del comparto energetico. Un quadro che conferma la necessità, per la politica economica, di sostenere l’internazionalizzazione e la competitività dell’industria italiana in uno scenario internazionale sempre più frammentato.
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