Zes Unica

Nuovo impulso alla politica di sviluppo del Mezzogiorno. La Struttura di missione Zes ha pubblicato l’avviso pubblico che stanzia 300 milioni di euro per il finanziamento di infrastrutture nelle aree industriali di Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le risorse provengono dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 (FSC) e sono destinate a interventi mirati a migliorare viabilità, infrastrutture e servizi pubblici nelle aree industriali, produttive e artigianali del Sud. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la dotazione infrastrutturale dei territori per aumentarne l’attrattività e sostenere nuovi investimenti.

I beneficiari individuati dal bando sono i Comuni con più di 5.000 abitanti dotati di aree PIP (Piani per Insediamenti Produttivi) e i Consorzi per le aree di sviluppo industriale, soggetti chiamati a progettare e realizzare interventi capaci di incidere in modo strutturale sulla competitività locale.

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, la misura si inserisce nella strategia del Governo guidato da Giorgia Meloni, orientata a consolidare lo sviluppo economico del Mezzogiorno, rilanciare la competitività territoriale e attrarre capitali privati.

Elemento qualificante dell’intervento è la scelta di erogare le risorse sotto forma di contributo a fondo perduto, formula che – nelle intenzioni dell’esecutivo – garantisce certezza finanziaria e tempi più rapidi di attuazione. Una modalità che dovrebbe consentire agli enti beneficiari di programmare con maggiore efficacia gli interventi infrastrutturali, riducendo il rischio di rallentamenti legati alla sostenibilità finanziaria delle opere.

Dal punto di vista della politica economica, il bando rappresenta un tassello della più ampia strategia Zes, che punta a integrare incentivi fiscali, semplificazioni amministrative e investimenti pubblici in infrastrutture. La sfida, ora, sarà tradurre le risorse in cantieri concreti e in un miglioramento tangibile della competitività delle aree produttive meridionali, in un contesto in cui la qualità delle infrastrutture resta uno dei principali fattori critici per l’attrazione di investimenti nazionali ed esteri.


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