Benzina

Torna a salire il prezzo dei carburanti in Italia, con un’accelerazione che riporta il gasolio sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro in gran parte del Paese. Il dato più significativo riguarda la Campania, dove il diesel ha raggiunto una media di 2,02 euro al litro, segnando un nuovo punto critico per famiglie e imprese. Nella stessa regione, la benzina si attesta a 1,757 euro al litro, confermando una dinamica rialzista diffusa.

Il superamento della soglia dei 2 euro per il gasolio non è più un’eccezione limitata alle autostrade o a specifiche aree, ma una tendenza ormai generalizzata. Secondo le rilevazioni basate sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tutte le regioni italiane registrano valori superiori ai 2 euro, con l’unica eccezione delle Marche, dove il prezzo resta appena sotto, a 1,994 euro al litro. L’Abruzzo si colloca invece esattamente sulla soglia.

Il fenomeno si riflette direttamente sui costi per i consumatori. L’Unione Nazionale Consumatori evidenzia come in molte regioni il costo di un pieno da 50 litri sia aumentato di oltre 2 euro in un solo giorno, con picchi particolarmente elevati nella provincia autonoma di Bolzano, dove si registra il rincaro più marcato.

Sul piano territoriale, proprio Bolzano guida la classifica del gasolio più caro con 2,042 euro al litro, seguita dalla Sicilia (2,035 euro) e da Calabria e Molise, entrambe a 2,034 euro. Per quanto riguarda la benzina, il primato spetta alla Basilicata con 1,766 euro al litro, seguita ancora da Bolzano e Calabria, mentre i prezzi più contenuti si registrano nelle Marche.

Il quadro che emerge è quello di una pressione crescente sui costi energetici, con effetti che si propagano lungo tutta la filiera economica. Il gasolio, in particolare, rappresenta un elemento chiave per il trasporto delle merci, e il suo aumento rischia di tradursi rapidamente in nuove spinte inflattive sui beni di consumo.

L’andamento dei prezzi dei carburanti si conferma così uno degli indicatori più sensibili delle tensioni sui mercati energetici internazionali. In assenza di interventi strutturali o di una stabilizzazione delle quotazioni, il rischio è quello di un impatto prolungato su consumi, logistica e competitività del sistema produttivo.


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