Made in Italy Adolfo Urso Gaetano Manfredi - PMI - manovra

Giudizio positivo del Ministro Adolfo Urso sulla Manovra. “La maggioranza troverà l’intesa come ha sempre fatto in questi tre anni: con responsabilità e unità di intenti”.
A dirlo è Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, in un’intervista al Messaggero in cui spiega la filosofia alla base della legge di Bilancio 2026: un equilibrio tra rigore finanziario e crescita economica, con un occhio di riguardo alla transizione tecnologica e ambientale.

Troveremo soluzioni condivise che garantiscano equilibrio tra rigore e crescita – afferma Urso –. È la linea che ha caratterizzato il nostro operato fin dall’inizio del governo Meloni.”

Il ministro sottolinea come la nuova Manovra introduca l’iperammortamento per le imprese, misura chiave per accompagnare il sistema produttivo verso la Transizione 5.0, cioè l’evoluzione digitale e sostenibile delle attività industriali.
Abbiamo messo in campo quattro miliardi che le aziende possono utilizzare subito, già dal 2026 – spiega –. È un investimento che inciderà sul bilancio dello Stato solo negli anni successivi: una scelta obbligata, funzionale, responsabile. Crescita nel rigore.”


Transizione 5.0: meno burocrazia, più innovazione

Il nuovo schema di Transizione 5.0 punta a semplificare le procedure e a liberare gli investimenti dai vincoli europei, garantendo accesso diretto e automatico agli incentivi.
“È una logica nuova – osserva Urso – che sostiene innovazione, sostenibilità e competitività. Le imprese devono poter programmare investimenti certi, non dipendere da procedure lente e complesse.”

Il ministro ha poi confermato il mantenimento del credito d’imposta per le imprese agricole, che per ragioni tecniche non possono accedere al meccanismo dell’iperammortamento: “Abbiamo voluto tutelare anche questo comparto, che resta strategico per il Paese.”


Tre anni di governo e la sfida europea

Nel giorno in cui il governo Meloni compie tre anni, Urso rivendica la stabilità dell’esecutivo come elemento distintivo nel contesto internazionale.
“Il segreto è la leadership di Giorgia Meloni e la coesione della squadra di governo. Nel caos globale, l’Italia oggi è un esempio di stabilità e affidabilità. Abbiamo la forza e l’autorevolezza per cambiare l’Europa: questa è la sfida dei prossimi mesi.”

Secondo il ministro, la credibilità dell’Italia sui mercati e nelle istituzioni europee rappresenta “un patrimonio politico che consente al Paese di essere ascoltato, non solo seguito”.


Ex Ilva: ripartire da Taranto con la green economy

Sul fronte industriale, Urso ha affrontato anche il dossier più complesso, quello dell’ex Ilva di Taranto.
“L’azienda è in amministrazione straordinaria perché è fallita la gestione precedente – spiega –. Lo Stato, attraverso Invitalia, aveva una quota del 38%, ma è stata un’esperienza deludente. Ora il governo farà le sue scelte senza pregiudizi, guardando solo all’obiettivo di rilanciare la produzione e avviare la riconversione green.”

Urso conferma di aver svolto decine di riunioni nelle ultime settimane per la reindustrializzazione del polo siderurgico: “Taranto deve ripartire subito, in sintonia con la riconversione ambientale, non solo nelle aree che l’azienda lascerà libere, ma anche in quelle contigue o in altre zone della provincia pugliese.”

Una sfida “difficile ma necessaria”, sottolinea il ministro, che vede nella transizione verde dell’ex Ilva un banco di prova per il futuro della politica industriale italiana.


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