La Campania si conferma eccellenza della nautica italiana e internazionale. Tra le tante aziende riconosciute per la loro qualità dei prodotti in Italia e all’estero c’è una realtà imprenditoriale relativamente giovane, Evo Yachts, che si è conquistata un’importante fetta di mercato e ha raggiunto da poco il traguardo delle 40 unità prodotte e vendute. Abbiamo colto quest’occasione per raccontare con il fondatore e proprietario, Rosario Mercuri, il percorso realizzato fino a oggi e le prospettive future del cantiere.
Quando e come nasce Evo Yachts?
Evo Yachts nasce nel 2015, ma affonda le proprie radici in un percorso iniziato molti anni prima. Io e i miei fratelli abbiamo maturato una lunga esperienza nel refitting, sviluppando competenze nella lavorazione di materiali, nella meccanica di precisione e nella gestione dell’intero processo produttivo. A un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di creare un marchio che rappresentasse la nostra idea di nautica: unire il design italiano, l’innovazione e una forte capacità di personalizzazione. Avvalendoci della collaborazione di Valerio Rivellini, a cui abbiamo raccontato il nostro progetto, abbiamo sviluppato un’identità precisa, introducendo soluzioni che hanno caratterizzato il nostro brand sin dall’inizio, come le sponde laterali XTension, che ampliano sensibilmente gli spazi vivibili a bordo e sono diventate uno degli elementi più riconoscibili della nostra gamma. Il nostro obiettivo non è mai stato costruire tante barche, ma costruire la barca giusta per ogni armatore.

Qual è il percorso che ha portato fino alla 40ma unità prodotta?
La consegna della quarantesima imbarcazione rappresenta un traguardo importante perché racconta il percorso di un cantiere che ha scelto di crescere senza inseguire i grandi numeri. Fin dall’inizio abbiamo privilegiato la qualità rispetto ai volumi, costruendo ogni yacht come un progetto unico. La quarantesima unità, un Evo R4 Walkaround destinato alla navigazione mediterranea, ne è un esempio concreto. Pur partendo da un modello consolidato, è stata sviluppata interpretando le richieste del proprietario, con soluzioni dedicate agli spazi, ai materiali e alla fruibilità di bordo. È questo il nostro modo di lavorare: ogni imbarcazione contribuisce ad arricchire il patrimonio di competenze del cantiere e diventa il punto di partenza per quella successiva.
Qual è la sfida industriale di Evo Yachts e quali sono gli obiettivi futuri?
La sfida più importante è continuare a crescere mantenendo intatta la nostra identità. Per un cantiere come il nostro significa aumentare la capacità produttiva senza rinunciare alla qualità, alla flessibilità e al livello di personalizzazione che ci contraddistingue. Per questo abbiamo recentemente investito in un nuovo sito produttivo alle porte di Napoli, raggiungendo una superficie complessiva di circa 6.000 metri quadrati. L’obiettivo è internalizzare progressivamente un numero sempre maggiore di lavorazioni, presidiare ogni fase della costruzione e continuare a investire nella ricerca di materiali e tecnologie innovative. Penso, ad esempio, all’utilizzo dell’alluminio accanto al carbonio e ai materiali compositi sui modelli più recenti, una scelta che ci permette di migliorare prestazioni, resistenza e qualità costruttiva. Sul piano commerciale vogliamo consolidare ulteriormente la nostra presenza internazionale, mantenendo però la filosofia che ci ha accompagnato fin dall’inizio: crescere in modo sostenibile, senza rinunciare alla qualità del prodotto e al rapporto diretto con l’armatore.
Qual è il mercato di riferimento del cantiere?
Il nostro è un mercato internazionale. Gli armatori che acquistano i nostri yacht provengono principalmente dall’Europa e dall’area mediterranea, ma negli anni abbiamo consolidato la presenza anche in altri mercati esteri. Ci rivolgiamo a una clientela che cerca un prodotto esclusivo e che desidera partecipare attivamente alla realizzazione della propria imbarcazione. Non si tratta soltanto di acquistare uno yacht, ma di vivere un percorso condiviso con il cantiere, durante il quale ogni scelta viene costruita sulle esigenze del cliente. È un tipo di approccio che viene particolarmente apprezzato da armatori esperti, che cercano qualcosa di diverso rispetto ai prodotti standardizzati.
Come incidono le difficoltà logistiche e la carenza di posti barca sulle attività del cantiere?
È un tema che riguarda l’intero comparto nautico. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita della domanda che in molte aree non è stata accompagnata da un analogo sviluppo delle infrastrutture portuali. La disponibilità di posti barca rappresenta quindi un elemento che gli armatori valutano con sempre maggiore attenzione. Credo però che questa situazione debba essere vista anche come un’opportunità: la nautica continua a dimostrare grande vitalità e questo rende ancora più necessario investire nella portualità turistica e nei servizi dedicati. L’Italia possiede competenze industriali e una tradizione nautica di altissimo livello, per cui creare infrastrutture adeguate significa sostenere la crescita di tutta la filiera, dai cantieri fino all’indotto.
Come l’organizzazione dell’America’s Cup può essere un volano anche per un cantiere come il vostro?
L’America’s Cup rappresenta una straordinaria opportunità per Napoli, per la Campania e per tutta la nautica italiana. Per noi ha anche un significato particolare, perché produciamo interamente sul territorio e crediamo molto nelle competenze della nostra regione. Un evento di questa portata genera visibilità internazionale, favorisce nuovi investimenti e richiama professionalità provenienti da tutto il mondo. Mi auguro però che il beneficio non si esaurisca durante la manifestazione. La vera sfida sarà trasformare questa occasione in un’eredità duratura, fatta di infrastrutture migliori, formazione, sviluppo della filiera e maggiore attrattività del territorio. La Campania ha tutte le carte in regola per essere un punto di riferimento della nautica internazionale e l’America’s Cup può contribuire ad accelerare un percorso che molte imprese del territorio stanno portando avanti da anni con investimenti, innovazione e qualità manifatturiera.
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