Bilancio Senato

La discussione sulla manovra entra in una fase decisiva e più tesa rispetto ai giorni scorsi. Durante l’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato sono state dichiarate 21 nuove inammissibilità tra gli emendamenti depositati: 17 per mancanza di coperture finanziarie e 4 per estraneità di materia. Una selezione che conferma quanto il margine economico all’interno del provvedimento sia estremamente ristretto, mentre crescono le tensioni politiche su misure simboliche.

Tra le proposte bocciate spicca quella, presentata da Fratelli d’Italia, per la proroga e l’ampliamento di Opzione Donna, lo strumento previdenziale che negli anni scorsi ha permesso a migliaia di lavoratrici di anticipare l’uscita dal lavoro con un calcolo contributivo meno vantaggioso. La misura era già stata ridimensionata nelle ultime leggi di bilancio e la nuova richiesta puntava a ripristinarne la platea precedente. La decisione di dichiararla inammissibile — ufficialmente per mancanza di copertura — rischia ora di diventare uno dei temi più sensibili nel dialogo tra governo e maggioranza.

Tra gli altri interventi stoppati figurano la proposta di flat tax per i giovani avanzata dalla Lega, il progetto per detassare ulteriormente i contratti di lavoro, e una norma sulla decontribuzione per le assunzioni stabili nel Mezzogiorno, sempre di Fratelli d’Italia. Tutte misure presentate come bandiere politiche, ma considerate prive di risorse adeguate per essere integrate nella manovra.

Nel gruppo delle inammissibilità per materia compare invece un emendamento considerato marginale in termini macroeconomici ma significativo sul fronte tecnico: quello di Forza Italia sull’autofatturazione dei tartufi raccolti da hobbisti o occasionali, una proposta ritenuta estranea al perimetro normativo del provvedimento.

La commissione Bilancio ha fissato domani alle 15 la scadenza definitiva per eventuali riformulazioni, modifiche o sostituzioni degli emendamenti esclusi. Un margine stretto che potrebbe portare a trattative accelerate nelle prossime ore tra governo, maggioranza e partiti che puntano a recuperare almeno una parte delle misure respinte.

A sopravvivere invece è il nuovo testo sull’adesione dell’Italia al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). A confermarlo è il relatore leghista Claudio Borghi, che ha spiegato come la riformulazione presentata sia stata considerata ammissibile. Il tema resta uno dei più delicati nell’arena politica europea e nazionale, soprattutto dopo mesi di rinvii e contrapposizioni interne.

Sul fronte tecnico, resta invece aperto il dossier legato all’emendamento sulle riserve auree della Banca d’Italia, anch’esso oggetto di valutazione ma ancora sospeso in attesa dei chiarimenti richiesti alle autorità europee. “Stiamo esaminando la comunicazione del governo — ha dichiarato il capogruppo di FdI Lucio Malan — e aspettiamo la valutazione della BCE”.

La partita ora si sposta su due livelli: quello politico, con la maggioranza chiamata a gestire il malcontento interno su alcune bandiere identitarie non finanziabili, e quello procedurale, con la necessità di chiudere il testo definitivo della manovra nei tempi richiesti dalla calendarizzazione parlamentare e dalle scadenze europee.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitterInstagram LinkedIn