È cominciata ufficialmente la Maturità 2025, con la prima prova scritta di Italiano che ha coinvolto oltre 524.000 studenti in tutta Italia, tra candidati interni ed esterni. Alle 8.30 di mercoledì 18 giugno si sono aperte le porte delle aule in cui più di mezzo milione di ragazze e ragazzi hanno affrontato una delle tappe più importanti del percorso scolastico e personale.
Le sette tracce proposte dal Ministero dell’Istruzione spaziano tra letteratura, attualità, educazione civica, ambiente e storia del Novecento, offrendo agli studenti la possibilità di misurarsi con tematiche di grande spessore culturale e civile. Una delle tracce che ha subito suscitato emozione è un brano tratto dal messaggio di Paolo Borsellino, “I giovani, la mia speranza”, che invita alla riflessione sul ruolo delle nuove generazioni nella lotta contro le mafie e nel rinnovamento etico del Paese.
Grande attenzione anche per la proposta relativa alla parola “Rispetto”, tratta da un testo di Riccardo Maccioni, che interroga i maturandi su un valore fondamentale spesso trascurato nella società odierna. Non meno d’impatto la poesia di Pier Paolo Pasolini, autore che continua a offrire spunti attualissimi su identità, marginalità e coscienza civile.
Tra le tracce di tipo argomentativo figura un brano del filosofo Telmo Pievani, che analizza l’impatto ambientale della nostra civiltà e denuncia la crescente cementificazione del territorio, un tema strettamente legato alle attuali preoccupazioni globali sul cambiamento climatico. Un’altra traccia, tratta dal libro “Gli anni Trenta. Il decennio che sconvolse il mondo” dello storico Piers Brendon, invita a riflettere sulle trasformazioni economiche e sociali portate dal New Deal, evidenziando le dinamiche storiche che si ripropongono anche nei nostri giorni.
Non poteva mancare un riferimento al mondo digitale, con un testo di Anna Meldolesi e Chiara Lalli sull’indignazione come motore dei social, che pone domande cruciali sull’efficacia della protesta virtuale e sui limiti della partecipazione online.
Quest’anno la percentuale degli ammessi all’esame è del 96,5%, in linea con gli anni precedenti. Le regioni mostrano differenze significative: la Sardegna registra il tasso più alto di non ammessi (7,1%), mentre il Molise si conferma la regione più virtuosa, con solo il 2,6% di studenti non promossi.
Dal punto di vista organizzativo, le commissioni sono 13.900, per un totale di 27.698 classi. Dopo la prima prova di Italiano, il 19 giugno si terrà la seconda prova scritta sulle discipline caratterizzanti i singoli indirizzi. A seguire, dal 23 giugno, partiranno i colloqui orali, con alcune novità: per gli studenti con condotta pari a 6 decimi, sarà richiesto un elaborato in Educazione civica, mentre i risultati delle prove Invalsi confluiranno ufficialmente nel Curriculum dello Studente.
Come ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara, l’obiettivo è tornare a considerare questo esame come una vera “maturità”, capace di valutare l’intera persona e non solo le sue conoscenze. Il sistema di valutazione resta invariato: 40 punti dai crediti scolastici e fino a 60 dalle prove d’esame, per un massimo di 100.
Un’indagine di Skuola.net rivela che il 73% degli studenti ha passato una notte agitata, segno di quanto l’esame continui a rappresentare un momento cruciale di passaggio e crescita. Alcuni hanno scelto di festeggiare, altri di ripassare, altri ancora hanno provato a rilassarsi. Ma tutti, con le emozioni che si porta dietro, si sono trovati di fronte a quella fatidica pagina bianca, che oggi più che mai chiede riflessione, senso critico e consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.
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