L’Italia continua a presentare profondi divari territoriali in settori chiave come il welfare, il benessere economico e le condizioni di salute. In particolare, il Mezzogiorno e la Campania si confermano aree in difficoltà rispetto al resto del Paese. È quanto emerso dall’audizione in Parlamento di Stefano Menghinello, direttore del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat, incentrata sulle prospettive del federalismo fiscale.
Per quanto riguarda l’offerta di servizi socio-assistenziali, il Sud mostra una forte carenza: la spesa pro-capite per il welfare territoriale si ferma a 78 euro, circa la metà della media nazionale (150 euro). Un dato particolarmente critico se confrontato con i 207 euro del Nord-est, i 165 euro del Centro o anche solo i 144 euro delle Isole. Questa disparità strutturale mette in luce una persistente fragilità del sistema sociale meridionale, che si traduce in minori tutele e servizi per i cittadini.
Il divario si riflette anche sul piano economico. Nel 2023, il Pil pro-capite del Mezzogiorno si è attestato a 23.900 euro, quasi la metà dei 44.700 euro del Nord-ovest e nettamente inferiore alla media nazionale di 36.100 euro. La Campania, nonostante un moderato incremento del Pil reale a livello meridionale (+1,5%), resta tra le regioni più distanti dai livelli del Centro-Nord. Se da un lato la Sicilia e l’Abruzzo hanno segnato una crescita del Pil del +2,1%, dall’altro la situazione generale nel Sud è ancora caratterizzata da ritardi strutturali nella produttività e nei redditi.
Un altro indicatore critico è rappresentato dalla speranza di vita. Nel 2024, le regioni con la maggiore longevità sono le province autonome di Trento (84,7 anni) e Bolzano (84,6 anni). In fondo alla classifica si trovano Campania (81,7 anni) e Sicilia (82,1 anni). Se nel 2004 la Calabria era in linea con la media nazionale, oggi ha uno svantaggio di 1,1 anni. La Sicilia ha visto il proprio divario salire da 0,6 a 1,3 anni. Questo evidenzia un progressivo peggioramento del gap sanitario tra Nord e Sud, con il Mezzogiorno che fatica a garantire gli stessi standard di salute e assistenza.
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