Corte dei conti, report Pnrr

Nel secondo semestre del 2024, l’Italia ha raggiunto tutti i 67 obiettivi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per l’anno, portando il tasso di avanzamento complessivo al 54%, con un incremento di 11 punti percentuali rispetto al semestre precedente. È quanto emerge dalla Relazione semestrale della Corte dei Conti, che conferma anche progressi significativi nelle riforme, ma evidenzia ritardi rilevanti nella spesa.

Secondo la magistratura contabile, a fine 2024 la spesa effettiva ha raggiunto i 63,9 miliardi di euro, pari al 33% delle risorse complessive del Piano. Tuttavia, questa cifra rappresenta solo il 73% della spesa programmata per quell’anno. Il dato si ridimensiona ulteriormente se si escludono le misure basate su crediti d’imposta (Transizione 4.0 e Superbonus 110%): la spesa scenderebbe così al 21,9%. In particolare, il 71% delle misure finanziate mostra un avanzamento della spesa inferiore al 25%, e quasi il 45% non supera il 10%.

Sul fronte delle riforme, la Corte sottolinea il rafforzamento del sistema dei contratti pubblici, con una revisione dell’istituto del project financing e la qualificazione di un ampio numero di stazioni appaltanti e centrali di committenza (42 mila gare gestite da oltre 3.300 soggetti). Raggiunti anche gli obiettivi in tema di formazione del personale della Pubblica Amministrazione, con una copertura di almeno il 40%, e quelli sulla digitalizzazione e semplificazione di 235 procedure.

Importanti risultati si registrano anche nella riduzione dei tempi di pagamento da parte della PA, grazie al potenziamento del personale dedicato e all’adozione di sistemi di monitoraggio su oltre 130 amministrazioni. Sul versante della giustizia, sono stati centrati i due target principali sulla riduzione dell’arretrato civile, con un taglio del 95% nei tribunali di primo e secondo grado.

Per quanto riguarda gli investimenti, sono stati raggiunti 50 obiettivi, con una particolare attenzione alla cybersecurity e alla digitalizzazione delle strutture pubbliche. Tuttavia, lo scarto tra realizzazione fisica e impiego finanziario resta il punto critico. La spesa incrementale del 2024, pari a 18,8 miliardi (+12 punti percentuali sul 2023), rappresenta solo il 44% di quanto previsto dal cronoprogramma aggiornato.

La Corte dei Conti conclude la relazione sottolineando la necessità di un impegno straordinario per accelerare l’avanzamento finanziario del Piano, in particolare per le missioni 5 (Inclusione e coesione) e 6 (Salute), dove i margini di recupero sono ancora significativi.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitter e LinkedIn