Il nuovo Piano Casa, approvato dal Consiglio dei Ministri, segna un cambio di passo nella strategia abitativa nazionale. Il provvedimento mette in campo circa 10 miliardi di risorse pubbliche, derivanti dalla riallocazione di fondi già esistenti, e punta a coinvolgere il settore privato in programmi di edilizia integrata con prezzi calmierati. L’obiettivo è ampliare l’offerta di alloggi accessibili per studenti fuori sede, giovani coppie, separati, lavoratori in mobilità e per quella fascia di popolazione che non rientra nell’edilizia sociale ma non può sostenere i prezzi di mercato.
Il cuore del Piano è rappresentato dagli immobili “convenzionati”, che dovranno essere affittati o venduti con uno sconto minimo del 33% rispetto ai valori di mercato. Una misura che punta a ridurre il divario tra domanda e offerta nelle aree urbane più stressate, dove l’aumento dei canoni e dei prezzi di vendita ha reso sempre più difficile l’accesso alla casa.
Il decreto introduce un pacchetto di semplificazioni amministrative per accelerare i tempi di recupero e realizzazione degli immobili. Il cambio di destinazione d’uso, anche per interi edifici fino a 25 unità, seguirà le procedure previste per un singolo appartamento, pur nel rispetto dei vincoli comunali. La nuova destinazione dovrà essere mantenuta per trent’anni, mentre in caso di cessione gli onorari notarili saranno dimezzati.
Il primo asse del Piano riguarda il recupero straordinario del patrimonio pubblico: circa 60mila immobili saranno ristrutturati e messi a norma per essere immessi sul mercato a prezzi calmierati. La ricognizione sarà affidata a un commissario straordinario, dotato di poteri in deroga e supportato da una cabina di monitoraggio con enti locali e società pubbliche. Tra i soggetti attuatori figurano Iacp e Invitalia.
Una parte significativa del decreto è dedicata all’edilizia integrata, con l’obiettivo di attrarre almeno un miliardo di investimenti privati. I progetti dovranno destinare il 70% delle risorse all’edilizia convenzionata, beneficiando di procedure accelerate tramite un commissario dedicato. Anche in questo caso, gli immobili convenzionati dovranno garantire affitti e prezzi di vendita ridotti di almeno un terzo.
Il Piano introduce inoltre misure anti‑elusione: chi ottiene un immobile senza averne diritto dovrà rimborsare la differenza con i prezzi di mercato per tutto il periodo contestato; chi rivende anticipatamente dovrà farlo a prezzo calmierato.
Tra le novità più attese c’è il rilancio del rent to buy, pensato per giovani coppie e genitori separati, con progetti che potranno includere anche demolizioni e ricostruzioni di edifici con almeno 25 appartamenti. Il decreto prevede inoltre un fondo di garanzia per la morosità incolpevole e l’avvio, entro due mesi, di un piano per il riscatto degli alloggi pubblici, con diritto di prelazione per gli assegnatari non morosi.
Il Piano Casa si presenta così come un intervento ampio e strutturato, che combina politiche sociali, strumenti di mercato e semplificazioni normative. La sfida sarà trasformare le misure in cantieri reali, garantendo tempi certi e un equilibrio tra interesse pubblico e partecipazione privata.
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