Vladimir Putin risponde alle sanzioni - ELEZIONI

Il conflitto in Ucraina torna al centro della diplomazia internazionale. Vladimir Putin ha dichiarato di essere pronto a ricevere a Mosca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a condizione che l’incontro sia “ben preparato” e possa produrre risultati concreti. “Non ho mai rifiutato un faccia a faccia, se può portare a esiti positivi”, ha affermato il leader del Cremlino, rivelando di averne discusso anche con il presidente americano Donald Trump, che gli avrebbe chiesto direttamente della possibilità di un incontro.

Zelensky, atteso oggi a Parigi per un colloquio con Emmanuel Macron, ha reagito sottolineando che l’apertura di Putin è accompagnata da nuove offensive militari. “Con i suoi attacchi, Putin dimostra la sua impunità. L’aggressione continua perché manca una sufficiente pressione economica sulla macchina da guerra russa. È necessaria una risposta forte e unitaria del mondo”, ha dichiarato il presidente ucraino.

Negli Stati Uniti, Trump ha espresso insoddisfazione per l’atteggiamento del Cremlino. “Sono molto deluso da Putin, lo posso dire. Avevamo un ottimo rapporto, ma non è riuscito a raggiungere un accordo di pace dopo il vertice in Alaska”, ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca, lasciando intendere un logoramento nel rapporto personale con il presidente russo.

Parallelamente, a Pechino, la celebrazione per gli 80 anni dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale ha riunito in piazza Tienanmen Xi Jinping, Putin e Kim Jong-un. La parata militare, durata oltre un’ora, ha mostrato le più avanzate capacità belliche cinesi, tra cui missili balistici intercontinentali e sistemi ipersonici. Nel suo discorso, Xi ha avvertito che “l’umanità deve di nuovo scegliere tra pace e guerra, dialogo e confronto. Mai più si deve tornare alla legge della giungla a danno dei più deboli”.

Putin, dal canto suo, ha ringraziato la Corea del Nord per il sostegno militare fornito a Mosca, definendolo “un dovere fraterno nella lotta contro il nazismo moderno”. Kim ha confermato l’appoggio a Mosca, rafforzando un asse che, nelle parole della Casa Bianca, appare come una “cospirazione contro gli Stati Uniti”. Da Mosca la replica è stata immediata: “Non c’è alcuna cospirazione contro Washington, questa idea non è mai stata nelle intenzioni dei leader coinvolti”.

Trump ha usato toni ironici sul proprio social network, scrivendo: “Saluti a Putin e Kim mentre cospirate contro gli Usa”, pur augurando “al meraviglioso popolo cinese di vivere una giornata di festa”. Intanto Xi ha ribadito la necessità di trasformare l’esercito cinese in una forza di livello mondiale, capace di proteggere con fermezza la sovranità nazionale, ma ha anche rilanciato l’impegno di Pechino per uno “sviluppo pacifico”.

In un contesto segnato da tensioni militari e scontri diplomatici incrociati, il possibile incontro a Mosca tra Putin e Zelensky resta un segnale fragile, condizionato dalla prosecuzione della guerra e da un equilibrio internazionale sempre più precario.


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