Ex ilva Taranto scioperi vertenze

In vista della firma dell’Accordo di Programma interistituzionale, prevista per domani al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministro Adolfo Urso ha riunito a Palazzo Piacentini i principali protagonisti dell’industria siderurgica nazionale per illustrare il piano di completa decarbonizzazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto.

All’incontro hanno preso parte figure di primo piano come il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il presidente di Federacciai Antonio Gozzi, oltre ai vertici dei maggiori gruppi del settore: Acciaierie Venete, Arvedi Cremona, Marcegaglia, Danieli, Feralpi, Valbruna, Pittini, tra gli altri. Presenti anche i commissari straordinari di Ilva e Acciaierie d’Italia.

Il ministro Urso ha ribadito la volontà del governo di completare la transizione verso l’acciaio green anche a Taranto, sulla scia dei progetti già avviati a Terni e Piombino. “Vogliamo fare dell’Italia il primo Paese europeo a produrre solo acciaio green”, ha dichiarato, sottolineando il ruolo centrale dei forni elettrici di ultima generazione, già operativi in 29 città italiane per una capacità di produzione pari a 23 milioni di tonnellate. A Taranto, ha spiegato Urso, “gli altiforni saranno progressivamente sostituiti da forni elettrici basati sulla tecnologia più avanzata oggi disponibile, per trasformare il sito nel più grande polo siderurgico green d’Europa”.

Il vertice ha affrontato anche il progetto del Polo DRI, destinato a rafforzare l’autonomia strategica dell’intera filiera. La sua realizzazione sarà affidata alla società DRI d’Italia. Urso ha precisato che la localizzazione preferenziale resta Taranto, per motivi “morali, storici, economici e sociali”. Tuttavia, qualora il Comune non potesse esprimersi domani sull’accordo, il governo è pronto a definire comunque gli obiettivi di decarbonizzazione necessari per aggiornare la gara pubblica in corso. Il nodo dell’approvvigionamento del gas tramite nave rigassificatrice sarà approfondito in sede locale, non appena il Comune darà disponibilità al confronto.

Durante l’incontro, gli industriali hanno posto l’accento sulla necessità di intervenire su costi energetici e approvvigionamento del rottame ferroso, due fattori critici per la competitività del settore. Urso ha assicurato l’impegno dell’esecutivo anche in sede europea, richiamando i due non paper promossi dall’Italia: uno, in collaborazione con la Polonia, sulla revisione del meccanismo CBAM; l’altro, elaborato con la Francia, sulla siderurgia, da cui è nata l’Alleanza per il futuro delle industrie energivore. Ne fanno parte 11 Paesi UE, impegnati a modificare le normative europee per rendere l’industria più sostenibile e competitiva.


Leggi le notizie di Piazza Borsa

Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social FacebookTwitter e LinkedIn