Debito reddito patrimonio famiglie e imprese. Redditometro

Il quadro macroeconomico del quarto trimestre 2025 restituisce un’Italia a due velocità: da un lato i conti delle Amministrazioni pubbliche mostrano segnali di rafforzamento, dall’altro le famiglie affrontano un peggioramento del potere d’acquisto e una riduzione della capacità di risparmio. A delineare questo scenario è l’ultimo aggiornamento dei Conti trimestrali dei settori istituzionali, pubblicato dall’Istat.

 

Il conto delle Amministrazioni pubbliche, coerente con la versione annuale trasmessa a Eurostat nell’ambito della procedura per i deficit eccessivi, evidenzia un saldo positivo pari all’1,4% del Pil, in miglioramento rispetto allo 0,6% registrato nello stesso periodo del 2024. Anche il saldo primario, che esclude gli interessi passivi, risulta in crescita e raggiunge il 5,1% del Pil, mentre il saldo corrente sale al 6,9%, confermando un rafforzamento complessivo della posizione finanziaria dello Stato.

 

Parallelamente, la pressione fiscale aumenta e si attesta al 51,4%, con un incremento di 0,8 punti percentuali su base annua. Un dato che contribuisce a spiegare, almeno in parte, l’andamento meno favorevole dei conti delle famiglie.

 

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici registra infatti una flessione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi crescono dello 0,5%. Questa dinamica determina una riduzione della propensione al risparmio, che scende al 7,8%, perdendo 0,8 punti percentuali. A pesare è anche l’aumento dello 0,4% del deflatore implicito dei consumi, che porta a un calo del potere d’acquisto dello 0,8%.

 

Sul fronte delle imprese, il quadro è più articolato. Le società non finanziarie vedono risalire la quota di profitto al 43,2%, con un incremento di 0,2 punti percentuali dopo il rallentamento del trimestre precedente. Tuttavia, il tasso di investimento scende al 24,6%, segnando una lieve contrazione che potrebbe riflettere un clima di maggiore prudenza nelle decisioni di spesa.

 

Nel complesso, il trimestre si chiude con un miglioramento dei conti pubblici ma con segnali di fragilità sul fronte dei redditi familiari e degli investimenti privati. Una dinamica che conferma la necessità di monitorare attentamente l’evoluzione dei consumi e della capacità di risparmio, elementi cruciali per la tenuta della domanda interna e per la crescita economica del Paese.