La ricerca e sviluppo cresce in Italia, ma il dato nasconde una forte differenza tra grandi imprese e PMI. Nel 2024 la spesa complessiva in R&S aumenta del 5,6% a prezzi correnti rispetto all’anno precedente, con una crescita particolarmente marcata nelle università, dove l’incremento raggiunge il 13,4%. Nelle istituzioni pubbliche la spesa cresce del 4,7%, mentre nelle imprese l’aumento si ferma al 2,4%.
Il quadro cambia però sensibilmente quando si guarda alla dimensione delle aziende. A trainare gli investimenti privati sono infatti le grandi imprese, mentre le PMI registrano una netta contrazione: -13,7% per le aziende con meno di 50 addetti e -5,2% per quelle di medie dimensioni. Le grandi imprese, al contrario, aumentano la spesa in R&S del 6,4%.
La ricerca si concentra nelle grandi imprese
Nel 2024 le imprese hanno investito complessivamente circa 18 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, pari al 56,6% della spesa totale. Le grandi imprese rappresentano però la parte largamente prevalente degli investimenti aziendali, con 13,3 miliardi di euro, equivalenti al 76% della spesa sostenuta dalle imprese.
Il dato evidenzia una progressiva polarizzazione del sistema italiano dell’innovazione. Secondo i dati riportati, le PMI faticano a sostenere attività strutturate di ricerca e sviluppo, in un sistema produttivo caratterizzato dalla forte presenza di imprese di piccola e media dimensione.
Anche la provenienza dei finanziamenti mostra differenze significative. Le imprese continuano a fare soprattutto affidamento sull’autofinanziamento, che copre l’81,5% della spesa delle imprese nazionali. I finanziamenti pubblici hanno invece un peso relativamente maggiore nelle piccole imprese, dove rappresentano l’8,5%, contro il 5,2% delle grandi.
Il Sud accelera
A livello territoriale emerge invece un dato positivo per il Mezzogiorno. Nel 2024 la spesa in R&S nel Sud cresce dell’8,9%, più del dato medio nazionale. Il Nord-est registra un incremento del 6,6%, il Centro del 5,1% e il Nord-ovest del 4,8%.
Tra le regioni spicca la Campania, che registra un aumento dell’11,2% della spesa in ricerca e sviluppo rispetto al 2023. Una crescita superiore è rilevata soltanto in alcune realtà, tra cui la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia-Romagna e la Puglia.
La Campania rappresenta inoltre il 5,7% della spesa nazionale in R&S, con una spesa superiore al miliardo di euro. Il dato regionale resta tuttavia inserito in un quadro territoriale caratterizzato da una differente composizione degli investimenti: nel Mezzogiorno il peso del settore pubblico e delle università è generalmente maggiore rispetto al Nord, dove sono soprattutto le imprese a sostenere la spesa.
Università sempre più centrali
Uno degli elementi più evidenti del rapporto riguarda proprio il ruolo crescente delle università. Nel 2024 gli atenei rappresentano il 26,9% della spesa complessiva in R&S, con un incremento della loro quota di 1,9 punti percentuali rispetto al 2023.
La crescita riguarda anche il personale: gli addetti alla R&S nelle università aumentano del 12%, mentre nelle imprese si registra una diminuzione del 10,5%. Considerando le unità equivalenti a tempo pieno, gli addetti alla R&S crescono complessivamente dell’1,2%, ma con un andamento molto diverso tra i settori: +13,6% nelle università e -5,9% nelle imprese.
Più sviluppo sperimentale, meno ricerca nelle imprese
Nel 2024 cambia anche la composizione della spesa. Lo sviluppo sperimentale raggiunge i 10,5 miliardi di euro, con una crescita del 9,8%, mentre la ricerca di base arriva a 8 miliardi (+5,9%) e la ricerca applicata a 12,5 miliardi (+2,1%).
Nelle imprese, in particolare, cresce la spesa per attività più vicine all’industrializzazione, mentre diminuiscono gli investimenti nella ricerca di base (-5,8%) e in quella applicata (-4,6%).
Un quadro positivo che lascia aperta la questione delle PMI
I dati restituiscono quindi un quadro a più velocità. Da una parte cresce la spesa nazionale in R&S, accelerano il Mezzogiorno e la Campania e aumenta il contributo delle università. Dall’altra, il sistema produttivo mostra una crescente concentrazione degli investimenti nelle grandi imprese.
La distanza tra grandi aziende e PMI rappresenta uno degli elementi centrali del quadro delineato dai dati: proprio le imprese più piccole, che costituiscono una componente rilevante del tessuto produttivo italiano, registrano nel 2024 le contrazioni più significative della spesa in ricerca e sviluppo.
Il dato preliminare relativo al 2025 aggiunge un ulteriore elemento di attenzione: la spesa in R&S delle imprese è stimata in calo del 2,6%, mentre risultano in crescita quella delle istituzioni pubbliche (+6,2%) e delle istituzioni private non profit (+6,4%).
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