I colloqui tra una delegazione americana e una russa a Riad hanno segnato un primo passo nella ripresa del dialogo tra Mosca e Washington. Il presidente russo Vladimir Putin ha definito positivi i risultati dell’incontro, sottolineando che le parti hanno concordato di riprendere il normale lavoro diplomatico. Tuttavia, l’incontro ha sollevato forti reazioni a Kiev, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha espresso indignazione per l’esclusione dell’Ucraina dal tavolo negoziale.
Putin ha bollato come “inappropriata” l’isteria di Kiev, sostenendo che “nessuno esclude l’Ucraina dal processo negoziale” e citando una conversazione con Donald Trump in cui il presidente americano avrebbe confermato la volontà di coinvolgere tutte le parti. Tuttavia, le dichiarazioni del Cremlino sono state accolte con scetticismo dall’Ucraina, che teme un riavvicinamento tra Russia e Stati Uniti senza un adeguato coinvolgimento di Kiev.
Trump, Zelensky e la narrazione del conflitto
Le tensioni tra Washington e Kiev si sono ulteriormente intensificate dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha attribuito all’Ucraina la responsabilità dell’inizio della guerra, senza fornire dettagli a sostegno della sua affermazione. Zelensky ha risposto duramente, accusando il presidente americano di “vivere in uno spazio di disinformazione russa” e criticando la sua posizione nei negoziati con Mosca.
Nel frattempo, un sondaggio condotto dal Kyiv Institute of Sociology (Kiis) ha rivelato che il 57% degli ucraini approva l’operato di Zelensky, smentendo l’affermazione di Trump secondo cui il leader ucraino avrebbe un indice di gradimento del 4%. L’indagine evidenzia anche che la popolazione ucraina non considera la mancata tenuta delle elezioni presidenziali un problema prioritario.
L’ingresso delle truppe russe in Ucraina e le accuse di attentati
Mentre il fronte diplomatico si muove, Putin ha annunciato che truppe russe hanno oltrepassato il confine dalla regione di Kursk ed sono entrate in territorio ucraino. Non è chiaro se si tratti di un’operazione su larga scala o di un’azione limitata. Contestualmente, i servizi segreti russi (Svr) hanno denunciato presunti piani di Kiev per attentati terroristici contro sedi diplomatiche russe in Europa, con l’obiettivo di sabotare i negoziati di pace.
Macron e l’Europa: la Russia rappresenta una minaccia esistenziale
Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che una pace duratura non può essere negoziata senza l’Ucraina, criticando l’approccio di Trump e sottolineando la necessità di garanzie di sicurezza per Kiev. Macron ha inoltre avvertito che la Russia rappresenta una minaccia esistenziale per l’Europa, citando le sue azioni aggressive ai confini della Polonia e i ripetuti attacchi cibernetici.
Nel frattempo, l’Unione Europea ha dato il via libera a un sedicesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che introduce nuove restrizioni all’export e sanzioni mirate contro entità e personalità russe.
I negoziati di Riad rappresentano un primo passo verso un possibile accordo di pace, ma le tensioni restano elevate. L’Ucraina teme un’intesa tra Mosca e Washington che la escluda dalle decisioni fondamentali, mentre l’Unione Europea e la Francia insistono sul coinvolgimento di Kiev nei futuri colloqui. Con le forze russe avanzando sul terreno e le accuse incrociate tra i leader mondiali, il cammino verso una pace duratura appare ancora lungo e incerto.
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