Registrata una rapida svolta nelle indagini sulla morte di Andrea Moretti, l’operaio specializzato di ventidue anni che ha perso la vita in un incidente sul lavoro all’interno del Colosseo. I magistrati della Procura di Roma, a seguito dell’analisi della documentazione relativa all’appalto e alla società incaricata dei lavori in subappalto, hanno iscritto sette persone nel registro degli indagati. Il provvedimento giunge anche in vista del conferimento dell’incarico ai medici legali dell’Università La Sapienza per l’esecuzione dell’esame autoptico.

L’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti è di omicidio colposo in relazione alla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. L’attività investigativa, avvalendosi di una consulenza tecnica d’ufficio, punta a chiarire l’esatta dinamica della caduta del giovane lavoratore in quota, verificando la presenza di eventuali carenze nei presidi di protezione o un possibile errore umano. Nel cantiere, allestito da diversi mesi in vista dell’inaugurazione prevista per il mese di ottobre, erano presenti altri operai, tra cui il cognato della vittima, le cui testimonianze sono state già acquisite dagli investigatori.

Sul piano istituzionale e gestionale, il Parco Archeologico del Colosseo non riaprirà immediatamente al pubblico. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha confermato che la riapertura del sito sarà valutata in base all’evoluzione del quadro d’indagine fornito dagli inquirenti. Contestualmente, il titolare del MiC, insieme ai vertici del Ministero e al direttore Quilici, promuoverà un incontro diretto con il personale in servizio nel complesso monumentale per accertare il benessere psicologico di lavoratrici e lavoratori prima del ritorno alla normale attività.

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