La discussione sul futuro della Transizione 5.0 entra nel vivo. Nell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato il ministro Adolfo Urso, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti, il presidente di Confapi, Cristian Camisa, ha ribadito la necessità di garantire continuità agli strumenti di incentivo destinati alla trasformazione digitale ed energetica delle imprese.
Camisa ha espresso soddisfazione per la decisione del Governo di procedere con un decreto che garantirà l’accoglimento delle richieste presentate entro il 27 novembre, assicurando coperture finanziarie per gli investimenti conclusi entro il 31 dicembre. «Accogliamo con favore l’impegno dei ministri» ha dichiarato, aggiungendo che il provvedimento «offre finalmente certezze e continuità a imprese che hanno già pianificato investimenti importanti».
Secondo Confapi, il recente aumento di richieste dimostra che la misura sta entrando a regime. «Dopo una fase iniziale di lento assorbimento, nelle ultime settimane abbiamo assistito a una crescita significativa delle adesioni» ha spiegato Camisa. A settembre, infatti, l’impiego delle risorse era inferiore a 1,5 miliardi, rispetto ai 6,3 miliardi stanziati, ma il trend si è invertito con rapidità.
Il presidente di Confapi non ha mancato di sottolineare la differenza rispetto ad altre associazioni: «Noi abbiamo sostenuto sin dall’inizio l’efficacia di Transizione 5.0. Chi ha chiesto di spostare le risorse altrove dovrebbe ora assumersi la responsabilità delle conseguenze». Per Camisa, il credito d’imposta è uno strumento «conosciuto, utilizzabile e già operativo», mentre alternative come iper e super ammortamento rischiano di favorire soprattutto i grandi gruppi industriali.
Il messaggio chiave è rivolto al futuro: «I prossimi tre anni saranno decisivi per innovare, digitalizzare e rendere sostenibili le nostre imprese» ha affermato, concludendo con un appello alla politica industriale: «Il Governo deve mettere davvero al centro il mondo delle piccole e medie industrie».
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