«È una giornata importante, direi decisiva». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito la fase attuale del dossier Ilva, entrando a Palazzo San Macuto per riferire in audizione davanti al Copasir. Al centro del confronto istituzionale vi sono la sorte della siderurgia italiana, il piano di decarbonizzazione per Taranto e la più ampia strategia delineata dal piano siderurgico nazionale, che il ministro ha sottolineato essere ormai parte integrante della sicurezza nazionale.
Il tavolo odierno con gli enti locali, previsto nel pomeriggio, si profila dunque come un momento cruciale per determinare il futuro dell’acciaieria ex Ilva e delle politiche industriali collegate. Urso ha chiarito che sarà in quella sede che si valuteranno le posizioni ufficiali delle istituzioni locali, prendendo le distanze da eventuali prese di posizione espresse in contesti politici.
In particolare, rispetto alle dichiarazioni del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che ha definito “irricevibile” la bozza di accordo proposta, Urso ha risposto con fermezza ma anche con spirito di apertura: «Non giudico sulla base di dichiarazioni fatte in campagna elettorale. Giudico su quello che viene fatto negli atti ufficiali. Aspetto il confronto con il sindaco e con gli altri, attendo le loro indicazioni e le loro scelte».
Il ministro ha ribadito la volontà del governo di mantenere una linea di dialogo istituzionale, collaborativa e costruttiva, sottolineando l’importanza di un approccio basato su leale cooperazione tra tutti i livelli dello Stato: «Fino all’ultimo lavorerò in maniera costruttiva e collaborativa a prescindere, nella piena e leale collaborazione tra governo, regioni e enti locali».
La vertenza Ilva, con tutte le sue implicazioni industriali, occupazionali e ambientali, si conferma un nodo strategico nella trasformazione del tessuto produttivo italiano e nel raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica. La giornata odierna potrebbe rappresentare un punto di svolta decisivo, tanto per Taranto quanto per il settore siderurgico nazionale.
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