Il Gruppo FS Italiane compie un nuovo passo nella modernizzazione del trasporto ferroviario nazionale. Trenitalia ha annunciato l’arrivo di 77 nuovi treni del Regionale, finanziati con fondi del PNRR per un valore complessivo di 569 milioni di euro, cui si aggiungono 38 nuovi treni Intercity per un investimento di 525 milioni. Un pacchetto che supera il miliardo di euro e che conferma la centralità del rinnovo della flotta nella strategia industriale del gruppo.
L’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi Strisciuglio, nelle scorse settimane, ha delineato un quadro chiaro: “Nel primo semestre del 2027 avremo l’80% dei treni regionali di ultima generazione. La nostra sarà la flotta più giovane d’Europa, con un’età media compresa tra i 5 e i 10 anni, mentre nel resto del continente si superano spesso i 20 anni”. Un salto generazionale che punta a migliorare qualità del servizio, puntualità, comfort e sostenibilità.
Il rinnovo non riguarda solo il trasporto regionale. Strisciuglio ha ricordato che “procede il piano di rinnovo della flotta Intercity finanziato dal PNRR”, con l’obiettivo di avere tutti i nuovi convogli operativi entro giugno 2026. La nuova fornitura comprende treni a trazione ibrida (elettrica, diesel e batteria), convogli elettrici con batterie (BEMU) e elettrotreni capaci di raggiungere i 200 km/h. Una diversificazione tecnologica che permetterà di modernizzare anche le linee non elettrificate, aumentando efficienza e riducendo le emissioni.
Il segmento regionale resta comunque il cuore degli investimenti. Dal bilancio 2025 del Gruppo FS emerge che lo scorso anno sono stati destinati 979 milioni di euro al trasporto regionale, di cui 133 milioni per la manutenzione. Sul fronte del rinnovo della flotta risultano già consegnati 32 treni Pop (175 milioni), 53 treni Rock (517 milioni) e 18 treni Blues (86 milioni). Una progressione che testimonia la volontà di accelerare sulla sostituzione dei convogli più datati.
L’impatto complessivo di questi investimenti è duplice. Da un lato, contribuisce al miglioramento della qualità del servizio per milioni di pendolari; dall’altro, rafforza la competitività del sistema ferroviario italiano in un contesto europeo sempre più orientato alla mobilità sostenibile. Il PNRR si conferma così un motore decisivo per la trasformazione del trasporto pubblico, con ricadute industriali, ambientali e sociali di lungo periodo.
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