Entrano oggi in vigore i nuovi dazi statunitensi sull’acciaio e sull’alluminio, portando le tariffe dal 25% al 50%. La misura è stata ufficializzata dal presidente Donald Trump tramite un ordine esecutivo, firmato nella giornata del 3 giugno. La decisione rappresenta un ulteriore passo nella strategia di protezione dell’industria nazionale americana, già protagonista durante il primo mandato di Trump, e ora nuovamente al centro della sua visione economica.
Trump ha giustificato il provvedimento con un post sul social Truth, sottolineando come l’impossibilità di reagire in modo tempestivo ai dazi imposti da altri Paesi metta a rischio la sopravvivenza economica degli Stati Uniti. “Se ad altri Paesi è consentito applicare dazi contro di noi e a noi non è consentito contrastarli, rapidamente e agilmente, con misure tariffarie contro di loro, il nostro Paese non ha neanche una piccola possibilità di sopravvivenza economica”, ha scritto.
Le nuove tariffe colpiscono due settori strategici e sensibili: quello siderurgico e quello dell’alluminio, fondamentali per una vasta gamma di comparti industriali, dall’automotive alle infrastrutture. L’effetto più immediato sarà un aumento dei costi per le imprese importatrici, con conseguenti ricadute su prezzi e margini, sia a livello nazionale che internazionale.
In parallelo, Trump ha riacceso lo scontro con la Cina, pur mantenendo un tono ambiguo verso il presidente Xi Jinping. Sempre su Truth, ha dichiarato: “Mi piace il presidente cinese Xi, l’ho sempre apprezzato e lo apprezzerò sempre, ma è molto duro”, ammettendo che raggiungere un accordo tra le due superpotenze appare oggi estremamente difficile, data la fase di stallo commerciale in corso.
Il rilancio della guerra commerciale da parte di Washington potrebbe destabilizzare ulteriormente il commercio internazionale, già messo a dura prova dalla volatilità dei mercati, dalle tensioni geopolitiche e dalla fragilità delle catene di approvvigionamento globali.
Le conseguenze della stretta sui dazi USA saranno osservate con attenzione anche in Europa, dove le imprese esportatrici di acciaio e alluminio rischiano un brusco ridimensionamento delle vendite. Allo stesso tempo, la misura potrebbe innescare una nuova ondata di contromisure e ritorsioni commerciali, alimentando instabilità e incertezza a livello macroeconomico.
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