Il mondo delle micro, piccole e medie imprese italiane entra in una nuova fase di innovazione con l’avvio del Bando Voucher Doppia Transizione 2026, lo strumento nazionale promosso dai Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di Commercio. A partire dall’8 luglio 2026, le imprese potranno precompilare la domanda sulla piattaforma ReStart, accedendo a una misura che mette in campo 150 milioni di euro nel triennio 2026‑2029 per sostenere la trasformazione digitale e green del tessuto produttivo italiano.
Il bando nasce con un obiettivo chiaro: accompagnare le imprese verso un modello competitivo fondato sull’adozione di tecnologie avanzate e sulla revisione dei processi aziendali in chiave sostenibile. La logica è quella della doppia transizione, dove l’innovazione digitale e la riduzione dell’impatto ambientale procedono insieme, generando valore solo se integrate nella struttura operativa dell’impresa.
Il contributo è erogato in regime de minimis e può coprire fino al 70% delle spese per l’acquisto di tecnologie, servizi di consulenza e formazione. Le aree ammesse includono strumenti ad alto contenuto innovativo: intelligenza artificiale, cybersecurity, IoT e sensoristica, cloud computing, gestionali ERP e CRM, big data e analytics, robotica collaborativa, blockchain, realtà aumentata e virtuale, oltre alle soluzioni per la sostenibilità, l’ESG e le comunità energetiche rinnovabili. Il bando esclude invece la strumentazione informatica ordinaria, come PC o stampanti, confermando la volontà di finanziare solo tecnologie realmente abilitanti.
La misura si distingue dal credito d’imposta della Transizione 5.0, sostituito dal nuovo iperammortamento 2026: strumenti diversi, complementari, che un’impresa può combinare all’interno dello stesso progetto di investimento. Il voucher PID, infatti, punta sulla diffusione capillare dell’innovazione, mentre l’iperammortamento sostiene investimenti strutturali di maggiore entità.
Per accedere al bando, le imprese devono essere attive, iscritte al Registro Imprese, in regola con il diritto camerale e con il DURC. È inoltre necessario che la Camera di Commercio del territorio abbia aderito alla misura nazionale, poiché importi, scadenze e spese ammissibili sono definiti a livello locale. La cornice nazionale stabilisce i requisiti generali, ma ogni Camera costruisce il proprio avviso territoriale, determinando l’importo massimo del voucher, eventuali premialità e il calendario di apertura e chiusura.
La domanda si presenta sulla piattaforma ReStart, con accesso tramite SPID, CNS o CIE. Prima dell’invio, l’impresa deve completare il SELFI 4.0, l’assessment gratuito dei PID che misura la maturità digitale aziendale: un passaggio obbligatorio nei tre mesi precedenti la domanda, pensato per orientare l’investimento verso le reali esigenze dell’impresa. L’assegnazione dei contributi avviene con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione.
Il voucher è soggetto alla ritenuta d’acconto del 4%, prevista dal D.Lgs. 33/2025, che riduce l’importo effettivamente incassato e richiede una corretta gestione fiscale del contributo. Il regime de minimis incide inoltre sul plafond degli aiuti ricevibili e sulle possibilità di cumulo, definite nel dettaglio dal bando territoriale.
Il nuovo piano triennale dei PID introduce anche gli AI‑Lab, laboratori territoriali dedicati all’introduzione guidata dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali: dalla manutenzione predittiva al controllo qualità, fino all’ottimizzazione dei consumi energetici. La rete PID, in sinergia con i Competence Center e gli European Digital Innovation Hub, affianca le imprese con formazione, orientamento e supporto tecnico. Dal 2017 i PID hanno assistito un milione di PMI, contribuendo – secondo Unioncamere e Dintec – a un aumento dell’8% della maturità digitale delle imprese dal 2019.
Il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, definisce i PID “il canale privilegiato di accesso all’innovazione per le imprese”, sottolineando come il nuovo bando punti a consolidare la diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale e del modello 5.0, elementi centrali per la competitività del sistema produttivo italiano.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, X, Instagram e LinkedIn











