Un nuovo passo verso la stabilizzazione degli incentivi per il Sud. Nella manovra economica 2026, il Governo ha stanziato 2,3 miliardi di euro per il rifinanziamento della Zona Economica Speciale (ZES) del Mezzogiorno, confermando l’intenzione di trasformare la misura in un pilastro strutturale di politica industriale.
A sottolinearlo è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, che ha definito lo stanziamento “importante e di assoluto valore”, spiegando che rappresenta “un salto di qualità nella capacità di attrarre investimenti e pianificare in modo stabile la crescita economica del territorio”.
Un approccio triennale per superare la logica emergenziale
Il rifinanziamento della ZES Unica viene impostato su base triennale, con una dotazione più ampia rispetto agli anni precedenti. L’obiettivo è superare la frammentazione annuale degli incentivi e consentire una programmazione pluriennale degli investimenti da parte delle imprese.
“Si rafforza così un percorso di rilancio economico e sociale del Sud — ha spiegato Sbarra — che mira a sostenere la crescita, l’occupazione e la competitività del sistema produttivo meridionale”.
ZES come leva di politica industriale stabile
La nuova impostazione della misura viene interpretata come un segnale politico forte: la ZES non più come bonus temporaneo, ma come strategia permanente di politica industriale.
Una visione di lungo periodo, dunque, che il Governo intende consolidare per valorizzare le potenzialità del Mezzogiorno, favorendo nuove filiere produttive, investimenti green e infrastrutture logistiche capaci di connettere porti e retroporti del Sud al resto del Paese e d’Europa.
Sbarra ha evidenziato che la scelta di rifinanziare con questa formula “dimostra la volontà concreta dell’esecutivo di rendere strutturale la crescita del Sud”, puntando su sviluppo, competitività, lavoro e coesione sociale.
Un segnale politico di continuità e fiducia
La conferma della ZES Unica Mezzogiorno all’interno della legge di bilancio 2026 arriva dopo un anno di riorganizzazione dell’assetto normativo, che ha accentrato la governance delle ZES sotto un’unica cabina di regia nazionale.
L’obiettivo è semplificare le procedure e rendere più veloce l’accesso ai benefici per le imprese, rafforzando al contempo la trasparenza e la capacità di spesa dei fondi destinati allo sviluppo del Sud.
L’intervento da 2,3 miliardi di euro rappresenta quindi uno dei pilastri della politica economica meridionalista del governo Meloni, una scelta che — nelle parole di Sbarra — “testimonia la fiducia nel potenziale produttivo e sociale del Mezzogiorno come motore strategico della crescita nazionale”.
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