acquisti shopping caldo - pil, commercio

Da domani prendono ufficialmente il via i saldi invernali in Campania, un appuntamento cruciale per il commercio regionale in una fase ancora segnata da prudenza nei consumi e da una forte competizione dell’e-commerce. Secondo le stime del Centro Studi di Confesercenti Campania, il giro d’affari complessivo atteso si aggira intorno ai 750 milioni di euro, confermando il peso strategico di questa stagione per il tessuto commerciale locale.

 

La partecipazione dei consumatori resta elevata, ma con una maggiore attenzione al budget. Un campano su due farà acquisti approfittando degli sconti, ma con una spesa media di circa 200 euro a persona, in calo di 10-15 euro rispetto ai saldi del 2025. Un segnale che riflette l’erosione del potere d’acquisto e una crescente selettività nelle scelte di spesa.

 

A sostenere il fatturato saranno soprattutto i turisti, attesi numerosi nelle prossime settimane in tutta la regione. Secondo Confesercenti, ogni visitatore spenderà mediamente circa 100 euro durante il periodo dei saldi, contribuendo per circa 250 milioni di euro al giro d’affari complessivo. Un apporto decisivo, che conferma il legame sempre più stretto tra turismo e commercio urbano.

 

Tuttavia, una parte rilevante dei consumi si è già concentrata prima dell’avvio ufficiale degli sconti. Quasi il 18% dei consumatori campani ha acquistato nei cosiddetti pre-saldi, una fase definita da Confesercenti come “irregolare”, in cui vengono praticati sconti non regolamentati. In questa “giungla dei pre-saldi” sono stati già spesi circa 90 milioni di euro, risorse che non confluiranno nel periodo ufficiale delle vendite promozionali. Al netto di questa anticipazione, il fatturato generato dai saldi veri e propri nei prossimi 60 giorni viene stimato in circa 660 milioni di euro.

 

Sul fronte dei canali di vendita, cresce in modo significativo il peso dell’online. Il 59% dei campani dichiara di voler acquistare in saldo via web, una quota che si traduce in circa 223 milioni di euro di spesa destinata alle piattaforme digitali. Un trend che, secondo Confesercenti Campania, mette ulteriormente sotto pressione il comparto dell’abbigliamento e il commercio di prossimità, già in difficoltà da anni.

 

“La concorrenza delle piattaforme online è spietata – sottolinea il presidente Vincenzo Schiavo – perché molte di queste realtà pagano dal 60 al 70% in meno di tasse rispetto ai negozi italiani, creando una condizione di evidente squilibrio”. Da qui l’appello a una regolamentazione più stringente, che imponga alle aziende che vendono online le stesse regole fiscali e commerciali delle attività di vicinato.

 

Confesercenti chiede inoltre l’apertura di un tavolo con il governo nazionale per affrontare in modo strutturale sia il tema delle vendite online sia quello di pre-saldi e saldi, ritenendo insostenibile una situazione in cui la competizione premia solo i soggetti più forti. “L’ossatura del commercio in Campania e nel Mezzogiorno – conclude Schiavo – è fatta di piccole e medie imprese, spesso artigianali e familiari. Senza regole eque, il rischio è quello di impoverire definitivamente il tessuto economico dei territori”.