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Il contenzioso tributario italiano continua a ridursi, segnando un cambiamento strutturale nel rapporto tra contribuenti e fisco. Secondo i dati presentati alla Commissione bicamerale sull’anagrafe tributaria dal direttore del Dipartimento della giustizia tributaria del MEF, Fiorenzo Sirianni, negli ultimi due anni le controversie pervenute sono diminuite del 10%, mentre quelle definite sono aumentate del 2,8%. Un risultato che riflette l’impatto combinato della riforma fiscale, della riforma del contenzioso e della progressiva digitalizzazione del processo tributario.

Nel primo grado di giudizio, i ricorsi presentati nel 2025 sono calati del 14,6% rispetto al 2024, mentre nel primo trimestre del 2026 si registra un ulteriore -8,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. La tendenza è chiara: la giustizia tributaria sta diventando più efficiente, più rapida e meno congestionata.

Il valore complessivo delle controversie nel 2025 è stato pari a 24,2 miliardi di euro, di cui 16 miliardi in primo grado e 8,2 miliardi in appello. Nonostante il calo generale, il Sud rimane l’area più litigiosa del Paese, con la Campania al primo posto per numero di ricorsi. Un dato che riflette la complessità del tessuto economico meridionale e la maggiore incidenza di accertamenti e contestazioni.

Sirianni ha sottolineato come il sistema della giustizia tributaria, grazie al Sigit, sia oggi «totalmente dematerializzato», con un processo telematico che utilizza tecnologie avanzate a supporto della funzione giurisdizionale. Il Dipartimento, istituito nel 2023 nell’ambito del PNRR, ha già completato un primo concorso per magistrati tributari, con 173 assunzioni, e si prepara a un secondo bando per ulteriori 177 magistrati entro l’estate. L’obiettivo è arrivare a 576 magistrati entro il 2029, tra primo e secondo grado.

Il rafforzamento dell’organico è parte integrante della strategia per consolidare la riduzione strutturale del contenzioso, che negli ultimi vent’anni è passato da 315.000 nuovi ricorsi nel biennio 2006‑2007 a circa 200.000 nel triennio 2023‑2025. Una diminuzione costante, che testimonia l’efficacia delle riforme e la crescente propensione alla definizione preventiva delle controversie.

Il quadro che emerge è quello di una giustizia tributaria più moderna, più digitale e più accessibile, ma ancora segnata da forti differenze territoriali. La sfida dei prossimi anni sarà consolidare i risultati ottenuti, ridurre ulteriormente i tempi di definizione e rafforzare la fiducia dei contribuenti nel sistema.


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