Alfa Romeo Milano Junior

Nel mondo dell’automobilismo, il nome di un’auto non è solo una sequenza di lettere e numeri, ma spesso racchiude una storia, un’identità e, talvolta, anche una polemica. È proprio questo il caso della nuova compatta sportiva di Alfa Romeo, precedentemente annunciata con il nome Milano ma ora ribattezzata Junior.

La decisione di cambiare il nome, annunciata recentemente dall’amministratore delegato del marchio, Jean-Philippe Imparato, è stata motivata da un desiderio di promuovere un clima di serenità e distensione, oltre che da un omaggio al passato glorioso del marchio. Nonostante il nome Milano rispettasse tutte le prescrizioni di legge, l’azienda ha preferito optare per un cambiamento per evitare polemiche e concentrarsi sul business.

Legge contro “italian sounding”

“Un’auto prodotta in Polonia non può chiamarsi Milano”, queste le parole del ministro Urso che – come in un effetto domino – hanno portato alla drastica decisione. In particolare il ministro Urso cita l’articolo 4, comma 49, della Legge n. 350/2003, articolo 517 del codice penale che recita così: “L’importazione e l’esportazione a fini di commercializzazione ovvero la commercializzazione o la commissione di atti diretti in modo non equivoco alla commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza”.

“Era tributo a città dove tutto è nato”

“In una delle settimane più importanti per il futuro di Alfa Romeo – ha detto il ceo del brand del Biscione – un esponente del governo italiano dichiara che l’utilizzo del nome Milano, scelto dal marchio per chiamare la nuova compatta sportiva appena presentata, è vietato per legge. Il nome Milano, tra i favoriti del pubblico, era stato scelto per rendere tributo alla città dove tutto ebbe origine nel 1910. Non è la prima volta che Alfa Romeo chiede il parere del pubblico per scegliere il nome di una vettura. Successe già nel 1966 con la Spider 1600: in quel caso il nome scelto dal pubblico era stato Duetto”.

Il nuovo nome Junior non è stato scelto a caso, ma rappresenta un omaggio alla storia del marchio Alfa Romeo. Fin dall’inizio, è stato uno dei nomi preferiti sia dall’azienda che dal pubblico, e ora diventa il titolo ufficiale della nuova compatta sportiva. Questo cambiamento sottolinea l’importanza della tradizione e della passione nel marchio Alfa Romeo, mettendo in evidenza il legame con il proprio patrimonio storico.

Governo soddifatto

La decisione di cambiare il nome è stata accolta positivamente dal governo italiano, che ha visto in questa mossa un segnale di rispetto per il made in Italy e per le leggi che ne tutelano l’identità e l’autenticità. È stata definita una vittoria per la tutela e il rilancio del Made in Italy, un obiettivo centrale del governo Meloni.

Soddisfatto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che nei giorni scorsi aveva definito “illegale” la scelta del brand Stellantis di produrre in Polonia il nuovo modello Alfa Romeo con il nome Milano “perché viola la legge sull’Italian Sounding”. “Credo sia una buona notizia – ha commentato Urso – che giunge proprio nella giornata del made in Italy che esalta il lavoro, l’impresa, la tipicità e la peculiarità del prodotto italiano che tutti ci invidiano nel mondo. Una buona notizia, che penso possa esaltare il lavoro e l’impresa e consentirci di invertire la rotta, anche per quanto riguarda la produzione di auto nel nostro Paese”. Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, parla di “una vittoria del governo Meloni che dal giorno del suo insediamento sta portando avanti una battaglia per la tutela e il rilancio del Made in Italy”.

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