L’Antitrust apre un nuovo fronte nel settore del food delivery. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due istruttorie: una nei confronti delle società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e una nei confronti di Deliveroo Italy. Al centro dell’indagine ci sono presunte comunicazioni ingannevoli relative all’impegno etico e alla responsabilità sociale delle piattaforme nei confronti dei rider.
Secondo l’Autorità, le aziende avrebbero diffuso messaggi che potrebbero aver fornito ai consumatori un’immagine non corrispondente alla realtà riguardo alle condizioni di lavoro, ai livelli di tutela e alle politiche sociali applicate ai collaboratori. Un tema particolarmente sensibile in un settore già segnato da anni di controversie su sicurezza, compensi e diritti dei lavoratori.
La reazione delle associazioni dei consumatori è immediata. Il Codacons parla di “massima severità” e ricorda come da tempo denunci l’uso crescente di claim etici e ambientali nelle strategie di marketing, spesso senza adeguata verifica. Secondo l’associazione, tali pratiche possono “deviare le scelte dei consumatori”, sempre più orientati verso acquisti sostenibili, e “alterare il mercato”, spostando ogni anno centinaia di milioni di euro verso prodotti e servizi percepiti come più responsabili. Nel solo settore alimentare, ricorda il Codacons, sei italiani su dieci dichiarano di scegliere in base a criteri etici.
Le piattaforme respingono le accuse e rivendicano la correttezza del proprio operato. Glovo afferma di rispettare “elevati standard interni” e di essere “pienamente conforme alle normative”, assicurando piena collaborazione con l’Antitrust e la consegna tempestiva di tutta la documentazione richiesta. Anche Deliveroo ribadisce la propria posizione: “Operiamo in modo responsabile e nel rispetto della legge”, sottolineando l’impegno verso rider, commercianti e consumatori.
L’istruttoria si inserisce in un contesto più ampio, in cui le autorità europee stanno intensificando il controllo sulle pratiche di comunicazione delle piattaforme digitali, soprattutto quando riguardano temi sensibili come sostenibilità, diritti dei lavoratori e responsabilità sociale. La crescente attenzione dei consumatori verso comportamenti etici rende infatti queste dichiarazioni un elemento competitivo rilevante, con potenziali effetti distorsivi se non adeguatamente verificati.
L’esito dell’indagine potrebbe avere ripercussioni significative non solo per Glovo e Deliveroo, ma per l’intero settore del delivery, chiamato a dimostrare maggiore trasparenza e coerenza tra comunicazione e realtà operativa. Se le irregolarità saranno confermate, il Codacons chiede una sanzione esemplare, segnale di un cambio di passo nella tutela dei consumatori e nella regolazione delle piattaforme digitali.
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