Le entrate tributarie erariali del primo trimestre 2026 si attestano a 131,413 miliardi di euro, con un incremento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a 891 milioni in più. È quanto emerge dal Bollettino del Dipartimento delle Finanze, che fotografa un quadro complesso, caratterizzato da un andamento divergente tra imposte dirette, in calo, e imposte indirette, in crescita.
Le imposte dirette totalizzano 76,308 miliardi, segnando una flessione dello 0,6% (-426 milioni). L’Irpef, pari a 63,225 miliardi, risulta complessivamente stabile, ma con dinamiche interne molto differenziate. Le ritenute sui redditi dei dipendenti privati scendono dell’1,2%, mentre quelle sui dipendenti pubblici crescono del 4,2%, riflettendo l’impatto dei rinnovi contrattuali. In aumento anche le ritenute sui lavoratori autonomi (+1,8%), mentre calano in modo significativo le ritenute sui bonifici per oneri detraibili (-32,9%) e i versamenti in autoliquidazione (-28,8%).
L’Ires registra una contrazione del 10,7%, attestandosi a 2,185 miliardi, segnale di una redditività d’impresa meno dinamica rispetto allo scorso anno. In forte calo anche le entrate da imposte sostitutive e ritenute su interessi e redditi di capitale (-23,4%), penalizzate soprattutto dalla riduzione delle ritenute su interessi bancari (-88,5%). In controtendenza, invece, l’imposta sostitutiva su capital gain e redditi da capitale, che cresce dell’11,7%, e quella sui fondi pensione, in aumento del 54%.
Sul fronte delle imposte indirette, il trimestre chiude con 55,105 miliardi, in crescita del 2,4% (+1,317 miliardi). L’IVA si conferma il motore principale del gettito, con 38,049 miliardi (+2,2%), sostenuta dagli scambi interni e dai versamenti delle pubbliche amministrazioni. Stabili le entrate da importazioni.
Tra le imposte sulle transazioni, l’imposta di registro cresce del 2,5%, mentre l’imposta di bollo cala del 14%, segnale di una minore operatività in alcuni segmenti amministrativi e finanziari. In forte aumento l’imposta sulle successioni e donazioni, che raggiunge 313 milioni (+54,2%), e l’imposta sulle assicurazioni, a 430 milioni (+11,1%).
Le accise mostrano un andamento eterogeneo: quelle sui prodotti energetici salgono del 2,8%, mentre l’accisa sull’energia elettrica crolla del 32,5%, riflettendo dinamiche di mercato e riduzione dei consumi. L’accisa sul gas naturale registra invece un balzo del 96,2%, legato alla normalizzazione dei prezzi e alla ripresa dei consumi industriali.
Il gettito da accertamento e controllo cresce del 4,5%, raggiungendo 3,766 miliardi, con un aumento più marcato per le imposte indirette (+7,2%) rispetto alle dirette (+1,7%). Un segnale della maggiore efficacia delle attività di contrasto all’evasione.
Il solo mese di marzo 2026 conferma la tendenza positiva: le entrate raggiungono 39,644 miliardi, in aumento del 3,1%, con una crescita equilibrata tra imposte dirette (+3%) e indirette (+3,2%).
Il quadro complessivo mostra un sistema tributario che beneficia della tenuta dei consumi e della ripresa delle transazioni, mentre le imposte dirette risentono di dinamiche retributive e reddituali meno brillanti. Un equilibrio delicato che continuerà a dipendere dall’andamento macroeconomico dei prossimi mesi.
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